Bettoja, oltre un secolo di storia negli hotel
Gli investimenti della famiglia proprietaria di tre strutture iconiche a Roma, Ma solo dalla primavera ci sarà la ripresa del post-Covid
di Laura Dominici
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L’impresa alberghiera di Maurizio Bettoja, trisnonno dell’attuale presidente e figlio cadetto di una nobile famiglia originaria del lago d’Orta, ebbe origine a metà Ottocento dal commercio di grano, olio e vino. A Roma acquistò prima diverse grotte al Monte Testaccio per la conservazione dei vini e poi nel 1875 rilevò il pianterreno e il primo piano di un palazzo residenziale di nuova costruzione in via Cavour, nei pressi della stazione Termini. Si deve però al figlio Angelo l’avvio dell’attività alberghiera vera e propria.
«Gli appartamenti del primo piano furono trasformati in camere – ricorda Maurizio Bettoja, trisnipote e attuale presidente della catena – al pianterreno fu creata una portineria collegata al limitrofo Ristorante Massimo D’Azeglio, di cui venne rilevata la gestione, e nel 1878 partì l’attività ricettiva».
Da allora a oggi il portafoglio composto da strutture a 3 e 4 stelle superior per un totale di circa 600 camere annovera l’Hotel Mediterraneo, in perfetto stile Art Déco, nato all’interno del piano di urbanizzazione legato all’Esposizione Universale del 1942; il Massimo d’Azeglio, l’hotel più antico e caratterizzato da uno stile fin de siècle; l’Hotel Atlantico, situato in un edificio in stile razionalista degli anni Trenta. «La novità più recente – sottolinea Bettoja – è l'aver riunito, attraverso un’azione commerciale unica, la gestione dell’Hotel Nord Nuova Roma, di cui condividiamo la proprietà insieme alla famiglia Baglione. Un’azione che ci rafforza sul fronte commerciale in un momento così delicato per il mercato alberghiero cittadino e che ci garantisce un ventaglio più ampio d’offerta».
Altro filone che la famiglia Bettoja sta perseguendo è quello del set televisivo e cinematografico, che vede Roma e l’Italia come location ideali.
Lo stop al piano di restyling
Il piano di restyling avviato dal 2018 e giunto alla seconda fase è stato ora rallentato. «Durante il lockdown abbiamo bloccato gli investimenti in corso – dichiara Maurizio Bettoja - come la ristrutturazione delle camere al Massimo d’Azeglio e al Mediterraneo, dove restava soltanto un piano da ristrutturare, mentre il resto dei lavori era già stato concluso. Per la terza struttura, l’Hotel Atlantico, avevamo già terminato il restyling».
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