Crans Montana, oggi interrogato Moretti. Il Constellation non era priorità nei controlli di sicurezza
Il proprietario del bar Le Costellation, teatro della strage di Capodanno, sarà sentito dai magistrati. Domani tocca la moglie
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Interrogatorio oggi, 11 febbraio, in Svizzera per Jacques Moretti, proprietario del bar della strage di Capodanno. Domani toccherà alla moglie. Il discobar Contellation non risultava tra i locali con una “non conformità aperta” e non essendo nemmeno una struttura ricettiva non era considerato tra le priorità per i controlli di sicurezza del Comune di Crans-Montana. È quanto ha riferito il responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, Christophe Balet, secondo quanto risulta dal verbale del suo interrogatorio di venerdì scorso. Per quanto riguarda gli anni 2024 e 2025 “abbiamo ripreso questi controlli periodici - ha detto agli inquirenti - e stabilito delle priorità e questa stuttura non era una priorità”.
Intanto i feriti nel rogo a Crans-Montana ricoverati a Milano sono tutti «fuori pericolo imminente di vita», mentre quelli che al Niguarda erano in terapia intensiva sono stati traferiti nel reparto grandi ustioni.
Dimessa inoltre dall’ospedale milanese la donna italo-svizzera di 55 anni. Lo ha fatto sapere l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando con i giornalisti a margine della seduta del Consiglio regionale di martedì 10 febbraio.
La signora italo-svizzera dimessa lunedì, ha aggiunto Bertolaso, è tornata a casa a Ginevra ma «ha detto che tutte le medicazioni verrà a farle qui a Milano. Un segnale di gratitudine e rispetto di quelli che sono i servizi che le abbiamo garantito». E anche la veterinaria riminese di 29 anni, già tornata in Emilia-Romagna, «vuole venire qui a fare dei controlli periodici. Diciamo», ha sottolineato Bertolaso, «che un terzo dei pazienti che avevamo ricoverato nei primi giorni di gennaio sono stati dimessi».
I ragazzi al Niguarda hanno lasciato tutti la terapia intensiva e anche il giovane ricoverato al Policlinico di Milano «è in uscito» sempre dalla terapia intensiva e «in questa settimana torna al centro grande gestioni del Niguarda, anche perché sta migliorando sensibilmente».








