Bernini: 20.867 posti a disposizione nel 2024 per il test di Medicina
A Trento la ministra dell’Università quantifica gli slot per i futuri camici bianchi. E sull’imam a Torino avverte: gli atenei non sono moschee
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A 72 ore dalla prima sessione dei test di Medicina la ministra Anna Maria Bernini alza il velo sui posti a disposizione per gli aspiranti camici bianchi: sono 20.867 i posti a bando per l’accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia. Ad annunciarlo è stata la stessa ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, intervistata durante il Festival dell’Economia di Trento del Sole 24 Ore. In una conversazione a tutto tondo che è partita dall’internazionalizzazione della formazione e della ricerca ed è arrivata agli ultimi casi di cronaca con le proteste degli universitari contro la guerra d Israele
I test d’ingresso a Medicina
La prima finestra per il nuovo test cartaceo e nazionale è in calendario martedì 28 maggio (la seconda si terrà il 30 luglio. In totale gli iscritti sono 67mila (71mila includendo Veterinaria che si terrà il 29 maggio e 31 luglio) «Ho appena firmato il decreto - ha detto la ministra -. L’anno scorso erano 19.636, abbiamo aumentato i posti quindi e lo faremo ancora perché è doveroso. Sempre evitando la pletora medica e nel rispetto dei fabbisogni - ha precisato -: non siamo degli sconsiderati e non facciamo demagogia però è importante allargare».
Il caso dell’imam all’università di Torino
A Trento Bernini è tornata anche sulla vicenda di Torino e sulla presenza dell’imam nella sede occupata di Palazzo Nuovo di UniTo. Fatta la doppia premessa che «gli studenti hanno il diritto allo studio, che non significa solo borse e housing, ma anche il poter usare le università per gli scopi a cui sono destinate e che bisogna essere «rispettosi delle proteste purché queste non trascinino nella violenza e non ingeriscano nelle funzioni delle università» la ministra è stata netta. «Non possiamo trasformarle in luoghi occupati o, soprattutto, in moschee improprie». Aggiungendo a stretto giro: «Nelle università non si può fare quello che si vuole. Ho quindi detto ai rettori Stefano Geuna e Stefano Corgnati che avrei sostenuto qualsiasi azione che non consentisse, soprattutto il secondo giorno, la preghiera in un’aula occupata.
Il post Pnrr
L’esponente forzista si è poi soffermata sul Pnrr che destina circa 11 miliardi all’Università e la Ricerca. A suo giudizio, è già tempo di guardare al post Piano di ripresa e resilienza. «Non dimenticate i fondi europei», è stato il suo congilio ai rettori. «Sto già lavorando sui Fondi di coesione post 2026 ma deve essere un lavoro fatto assieme. Io non rinuncerei ai fondi di Horizon Europe adesso, perché se non li prendiamo noi li prende qualcun altro. Quindi l’appello è fate Bandi Horizon perché quello è il modo migliore per utilizzare l’Europa».
Il welfare universitario
In più di un passaggio la ministra ja sottolineato come al centro del sistema universitario ci debbano sempre essere gli studenti. Affinché sia così la tematica del diritto allo studio è fondamentale. E, a proposito del lavoro del Sole 24 ore di lunedì 20 maggio sulle tasse universitarie, Bernini ha ricordato che «il 40 per cento dei ragazzi frequenta l’università gratuitamente». E ha chiosato: «Questo è welfare».
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