Germania

Berlino pronta a 585 milioni di incentivi per le auto elettriche. VW: «Due anni per cambiare rotta»

L’Esecutivo vuole correre ai ripari dopo la crisi dell’auto elettrica (-69% le vendite ad agosto) mentre Volkswagen ipotizza la chiusura di almeno uno stabilimento in Germania. Il Governo spera che gli aiuti possano risollevare il settore e favorire la transizione verso veicoli più sostenibili

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 4 settembre alle 15:38

Il consiglio di fabbrica di Volkswagen, a Wolfsburg

3' di lettura

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Il Governo tedesco prova a corre ai ripari dopo il rallentamento delle vendite di auto elettriche e la crisi del settore, introducendo nuovi incentivi fiscali. La somma sul tavolo è a 585 milioni di euro nel prossimo anno, che salirà a 650 milioni entro il 2028.

Gli aiuti

Secondo il provvedimento approvato mercoledì 4 settembre dall’Esecutivo, le aziende potrebbero dedurre dalle tasse fino al 40% del valore dei veicoli elettrici e a emissioni zero di nuova acquisizione nell’anno successivo all’acquisto, scendendo progressivamente al 6% nel sesto anno.

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Inoltre, il trattamento fiscale preferenziale attualmente applicato alle auto aziendali elettriche e a zero emissioni di valore inferiore a 70.000 euro si applicherebbe anche alle auto di valore pari o inferiore a 95.000 euro.

Secondo il progetto di legge, che deve essere approvato dal Parlamento, il pacchetto ammonterà quindi a 585 milioni di euro nel prossimo anno e salirà a 650 milioni di euro entro il 2028.

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Il crollo

Il mercato dell’auto in Germania è crollato ad agosto rispetto allo stesso dell’anno precedente. Secondo l’Autorità federale per il trasporto automobilistico, le immatricolazioni sono state 197mila, quasi il 28% in meno.

Netta la flessione delle vetture puramente elettriche: solo 27mila nuove auto vendute, in picchiata del 69% su base annua. Agosto del 2023 è stato però un mese particolare, con un numero molto elevato di immatricolazioni. Il mese successivo, settembre del 2023, sarebbero stati interrotti gli incentivi per le auto aziendali e gli acquisti sono stati pertanto anticipati. La corsa ha fatto aumentare le nuove immatricolazioni nel complesso prima della fine dell’anno, con un incremento di oltre un terzo.

La coalizione al Governo era stata costretta ad abolire alcuni incentivi in seguito a una sentenza a sorpresa della Corte costituzionale, che ha mandato all’aria la pianificazione del bilancio e ha imposto una significativa riduzione della spesa.

Il raffronto con un mese particolare come agosto del 2023 non spiega però tutto. La domanda in generale, e quella delle auto elettriche in particolare, è più debole. Le vetture “verdi” hanno rappresentato solo il 13,7% del parco immatricolato lo scorso mese, a fronte del 18% medio del 2023.

I cali hanno interessato tutti i tipi di alimentazione: le ibride, che hanno rappresentato il 35,1% del totale, sono calate dell’1,5%, le benzina (35,5% del totale) del 7,4% e le diesel (15,2%) del 24,4%. Tutti i marchi registrano segno meno: -23,3% Volkswagen, -15,5% Mercedes, -23% Bmw, -36,6% Audi, -17,1% Opel, -44,6% Mini e -77,9% Smart.

Aspettative in calo

L’industria automobilistica tedesca ha una visione sempre più pessimistica della situazione economica attuale e dello sviluppo futuro.

L’indice Ifo del clima aziendale per il settore è sceso di quasi sei punti a meno 24,7 punti in agosto. «L’umore dell’industria automobilistica è in picchiata», ha dichiarato Anita Wölfl, dell’istituto Ifo.

La crisi Volkswagen

Emblematica la travagliata situazione del gruppo simbolo dell’industria tedesca, alle prese con un pesante piano di ristrutturazione e taglio dei costi: dieci miliardi di euro entro il 2026. All’appello ne mancano ancora tre. Volkswagen ha fatto sapere che potrebbe chiudere almeno un impianto in Germania, cosa mai successa negli 87 anni della sua storia.

Mercoledì 4 settembre, i manager hanno incontrato i dipendenti nel quartier generale di Wolfsburg, con i sindacati che già annunciano battaglia.

Il direttore finanziario, Arno Antlitz, ha difeso le scelte del gruppo. La domanda in Europa non si è ripresa dopo la pandemia di Covid 19. Volkswagen da sola ha perso vendite per circa «500mila auto, l’equivalente di circa due stabilimenti, abbiamo un anno, forse due» per cambiare rotta, ha dichiarato.

L’anno scorso Volkswagen ha prodotto circa 9 milioni di veicoli, a fronte di una capacità totale di 14 milioni.

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