L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Marco Morino
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In vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, per Bergamo si prospetta una cura del ferro da 640 milioni di euro. Tre opere ferroviarie che produrranno un forte impatto sul sistema dei trasporti: il collegamento diretto tra la stazione Fs di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio (investimento di 170 milioni); il progetto per la nuova stazione ferroviaria di Bergamo, che diventerà un hub per la mobilità urbana sostenibile (80 milioni, di cui 50 con risorse del Pnrr); il potenziamento della linea ferroviaria Ponte San Pietro-Bergamo-Montello (360 milioni). Interventi che agevoleranno l’accessibilità all’area bergamasca, che potrà attirare un maggior numero di studenti, lavoratori e turisti. In particolare, Bergamo come attrattore turistico è destinata a cambiare notevolmente e la nuova stazione ha l’obiettivo di accompagnare e rappresentare per prima questo cambiamento.
Il collegamento diretto tra la stazione Fs e l’aeroporto di Orio, terzo scalo italiano per numero di passeggeri in transito dopo Fiumicino e Malpensa, è stato inserito nell’elenco delle opere olimpiche e pertanto dovrà essere ultimato entro l’inizio del 2026 (i Giochi sono in programma nel mese di febbraio). Quando il raccordo ferroviario, lungo circa 5 chilometri, diventerà operativo, di colpo l’aeroporto di Orio sarà raggiungibile da Milano Centrale anche dai Frecciarossa, con tempi di percorrenza intorno ai 50-60 minuti. Invece, dalla stazione Fs di Bergamo all’aeroporto (e viceversa) la navetta ferroviaria impiegherà circa 10 minuti. Una vera e propria rivoluzione per lo scalo orobico, che oggi dispone solo di collegamenti su strada.
Per questa ragione, Comune di Bergamo e Rfi (Rete ferroviaria italiana, società del grupo Fs) hanno l’obiettivo di ripensare anche la stazione ferroviaria di Bergamo, per trasformarla, sempre entro il 2026, in un nodo avanzato per la mobilità integrata e in un polo di servizi per la città. La stazione ferroviaria di Bergamo movimenta attualmente circa 8,5 milioni di passeggeri ogni anno. Si stima che salirà a quota 10 milioni entro il 2026. Lo sviluppo del nuovo hub si inserisce in un contesto di trasformazione urbana che interessa una vasta area della città, a cavallo dell’asse ferroviario e della stazione e che coinvolge anche le aree dello scalo ferroviario di Bergamo denominate Porta Sud. L’avvio dei lavori è previsto a metà 2024.
Si rafforza così la centralità della stazione di Bergamo quale polo di attrazione per lo sviluppo sostenibile del territorio, con nuove funzioni e servizi per i viaggiatori. Alla stazione e collegamento via treno con l’aeroporto si aggiunge il via libera di Regione Lombardia al progetto definitivo per il potenziamento della linea ferroviaria Ponte San Pietro-Bergamo-Montello. Spiega Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai Trasporti: «Il potenziamento della linea è strategico perché consente, in sinergia con la futura ferrovia per l’aeroporto di Orio, di potenziare i servizi ferroviari sia all’interno della provincia di Bergamo sia rispetto ai collegamenti tra Bergamo e Milano. Si tratta di un intervento che Regione Lombardia ha fortemente sostenuto, ottenendo sia il commissariamento dell’opera per snellire le procedure sia l’inserimento nell’elenco delle infrastrutture finanziate dal Pnrr». L’opera consentirà, per esempio, di effettuare corse ogni 15 minuti tra Curno e Bergamo. Così come ci saranno corse ogni 15 minuti tra Bergamo e l’aeroporto, una volta completata la ferrovia per Orio. L’intervento complessivo beneficia di uno stanziamento di 390 milioni di euro derivante da risorse ministeriali e del Pnrr. L’attivazione della linea è prevista entro il 2026.
Dice Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo: «Per molto tempo il nostro territorio è rimasto ai margini delle grandi direttrici di trasporto. Ora però le cose stanno cambiando. Abbiamo la necessità di arrivare a Milano velocemente e di potenziare i collegamenti con il nostro aeroporto. Investire sull’accessibilità del territorio bergamasco - continua Ricuperati - significa renderlo più attraente anche per l’occupazione e molte piccole e medie imprese bergamasche avranno l’opportunità di attirare giovani talenti, ma anche manager in carriera, come pure i numerosi centri di ricerca sparsi sul territorio e tutto il mondo dei servizi».