Beniamino Zuncheddu libero dopo 32 anni di carcere: si era sempre professato innocente
Sono stati i giudici d’appello a emettere l’ordinanza che ha sospeso l’esecuzione della pena. A metà dicembre la sentenza. Al processo il testimone chiave mentì su istigazione di un agente. L’ex allevatore di Burcei fu arrestato quando aveva 26 anni
di Nicoletta Cottone
3' di lettura
I punti chiave
- La garante Testa: primo passo importante, ora aspettiamo fiduciosi la sentenza
- A metà dicembre la sentenza
- Beniamino: sono stati anni lunghissimi, ora aspetto il giorno della sentenza
- Il testimone aveva mentito su istigazione di un agente
- Per Beniamino si è mossa tutta la comunità di Burcei
- Un paese in festa lo attende a braccia aperte
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Beniamino Zuncheddu è tornato libero dopo 32 anni di carcere. Era stato ingiustamente condannato in via definitiva all’ergastolo, accusato di un triplice omicidio che si consumato nel 1991 nelle campagne di Sinnai, nella Città metropolitana di Cagliari. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Roma che ha accolto la richiesta del suo avvocato Mauro Trogu. L’ex allevatore di Burcei (Cagliari), 58 anni di cui 32 passati dietro le sbarre, si era sempre proclamato innocente. Un errore giudiziario, dunque. Nel 2022 sono stati 547 i casi di ingiuste detenzioni ed errori giudiziari. In crescita anche la spesa per indennizzi e risarcimenti che nel 2022 ha superato i 37milioni. Dal 1991 al 2022 gli errori giudiziari hanno coinvolto ben 30mila persone in Italia.
La garante Testa: primo passo importante, ora aspettiamo fiduciosi la sentenza
«Sicuramente è una bella notizia per l’intera comunità di Burcei e per i familiari che non si sono mai arresi , convinti della sua innocenza - dice la garante dei detenuti Irene Testa - ora stiamo andando a prenderlo in carcere e aspettiamo fiduciosi la sentenza che speriamo possa essere di assoluzione. Quello di oggi è un primo passo importante».
A metà dicembre la sentenza
L’uomo finora era in regime di semilibertà: poteva lavorare ma doveva tornare a dormire nella sua cella del carcere cagliaritano di Uta. Quella che era una sentenza di ’fine pena mai’ potrebbe essere ribaltata nel processo di revisione in corso a Roma. Ora per lui resta solo l’obbligo di dimora, in attesa della sentenza prevista per metà dicembre.
Beniamino: sono stati anni lunghissimi, ora aspetto il giorno della sentenza
Le prossime udienze nel processo di revisione si terranno il 30 novembre e il 12 e 19 dicembre, ma il diretto interessato, Beniamino, intanto respira l’aria della libertà: «Sono stati anni lunghissimi. Ora sto pensando a non tornare mai più in cella. Aspetto il giorno della sentenza per arrivare a quella verità che ho sempre dichiarato e chiesto».
Il testimone aveva mentito su istigazione di un agente
Zuncheddu era stato arrestato perché riconosciuto da Luigi Pinna, l’unico superstite della strage di Sinnai. La vera svolta è arrivata nell’ultima udienza davanti ai giudici capitolini. Luigi Pinna, 62 anni, unico superstite della strage di Sinnai avvenuta in Sardegna nel 1991 aveva testimoniato in aula che «prima di effettuare il riconoscimento dei sospettati, l’agente di polizia che conduceva le indagini mi mostrò la foto di Beniamino Zuncheddu e mi disse che il colpevole della strage era lui». Pinna ha anche ammesso di non aver realmente visto in faccia Zuncheddu perché l’assassino l’8 gennaio del 1991 aveva il volto nascosto da una calza. Oltre a questa nuova versione i giudici hanno tenuto conto anche di una ulteriore “nuova prova” rappresentata dalle intercettazioni ambientali e telefoniche in grado di riscrivere definitivamente la realtà processuale.









