Emendamento manovra

Bce: «Non chiara la finalità della norma sull’oro». E Lagarde: «Bankitalia ha piena autorità sulle riserve»

La Banca centrale europea: in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta di disposizione, le Autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di disposizione

di Redazione Roma

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«Non è chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione. Per questo motivo, e in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta di disposizione, le Autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di disposizione, anche al fine di preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali connessi al Sebc della Banca d’Italia ai sensi del Trattato». È quanto afferma la Bce in un parere inviato al Mef nella serata di ieri, 2 dicembre, sull’emendamento alla manovra presentato da FdI sulle riserve auree di Bankitalia. Il parere, anticipato dal Corriere della Sera, è pubblicato sul sito della Banca centrale europea.

Lagarde: Bankitalia ha piena autorità sulle riserve di oro

“È la Banca d’Italia che ha la piena autorità sulle riserve d’oro” italiane. Lo ha poi affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante una audizione al Parlamento europeo, rispondendo ad una domanda su un parere appena espresso dall’istitituzione sulle misure allo studio in Italia sulle riserve auree. “Non è una questione di poco conto - ha rilevato - perché l’Italia è il terzo maggiore detentore di oro tra le Banche centrali, quindi è una componente chiave delle riserve dell’Italia”. La Bce aveva già espresso un suo parere sulla questione nel 2019, e anche con questo ultimo appena emanato, sulla base dei Trattati Ue “non c’è un riferimento alla proprietà” delle riserve di oro, “non viene identificata nei trattati. Quello che dicono i trattati, molto chiaramente, è che le riserve e la gestione delle riserve appartengono alla Banca centrale di ogni Stato. E la Banca d’Italia non è diversa da quelle di altri Stati”. “La Banca d’Italia - ha proseguito Lagarde - ha il dovere di detenere e gestire queste riserve. E dal 2019 il parere della Bce è lo stesso. Lo abbiamo chiarito in maniera molto specifica: è la Banca d’Italia che ha la piena autorità” sulle riserve auree. (fonte immagine: European Parliament).

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Riformulato l’emendamento Fdi

L’emendamento di Fratelli d’Italia alla manovra, primo firmatario il capogruppo Lucio Malan, sull’oro di Bankitalia è stato riformulato nei giorni scorsi in senso interpretativo. La norma nel nuovo testo stabilisce che la disposizione sulla gestione delle riserve ufficiali contenuta nel testo unico delle norme di legge in materia valutaria “si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al Popolo Italiano”.

La versione precedente

La versione precedente stabiliva che “le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo Italiano”. Il nuovo testo dell’emendamento, ha riferito ieri lo stesso Malan, è attualmente oggetto di istruttoria da parte della Banca Cenrale Europea.

Il relatore della manovra Liris: su oro Bankitalia aspettiamo riformulazione Mef

“Aspettiamo un’ulteriore riformulazione del Mef”. Lo ha detto il relatore alla manovra, Guido Liris, a chi gli chiede di commentare il parere della Bce sull’emendamento sull’oro di Bankitalia al termine di una riunione al gruppo di FdI sulla legge di bilancio.

Malan: Bce chiede chiarimenti su oro Bankitalia? Curioso

“Non ho ancora visto la risposta della Bce. Se c’è una riformulazione del Mef è una buona notizia”. Lo ha detto il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan replicando a chi gli chiedeva dell’emendamento sull’oro di Bankitalia a margine della riunione di FdI sulla manovra. La Bce dice che non è chiara la finalità dell’emendamento? “E’ una domanda curiosa. Per noi si tratta di stabilire un atto di principio, infatti è una norma di interpretazione autentica che stabilisce che è sempre stato del popolo italiano, poi sappiamo benissimo che è gestito e detenuto dalla Banca d’Italia, rientra in certe dinamiche finanziarie che vanno al di là dell’Italia, sappiamo molto bene ma la proprietà è del popolo italiano”. “L’interlocuzione con la Bce - conclude - è d’obbligo per le norme comunitarie ma ci aspettavamo anche dall’opposizione una cosa diversa: tutt’al più dire che è inutile perché è ovvio. Ma il fatto che in molti dicano che non è ovvio rende particolarmente interessante portarlo avanti”.

FdI: emendamento su oro non lede autonomia Bankitalia

“Sorprende l’allarmismo nato intorno all’emendamento presentato da Fratelli d’Italia in Senato alla legge di Bilancio, che ribadisce un principio normale e cioè che le riserve auree sono di proprietà del popolo italiano”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, responsabile nazionale del programma. “Qualcuno, infatti, in relazione a questa misura intravede l’eventualità che sia messa in discussione l’indipendenza della Banca d’Italia o addirittura un’improbabile violazione dei trattati europei - afferma - . Se così fosse, allora, anche la Banca Centrale francese dovrebbe trovarsi nella stessa situazione perché il Codice monetario e finanziario francese stabilisce esplicitamente all’articolo 141-2 che la Banca francese ha la missione di detenere e gestire le riserve in oro dello Stato. Quindi, si fa fatica a comprendere la polemica ma soprattutto non si capisce se c’è qualcuno che in Italia o in Europa sostenga che l’oro detenuto nella Banca d’Italia non sia di proprietà degli italiani. L’emendamento di FdI è chiaro, non mette in alcun modo in discussione l’autonomia della Banca d’Italia, al pari della stessa normativa francese che infatti non è mai stata intesa come lesiva dell’autonomia della Banca francese”.

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