Bcc, il modello guadagna terreno in tutta la regione: i soci sono oltre 200mila
Il convegno
di Paolo Paronetto
3' di lettura
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Credito di relazione e radicamento sul territorio: la ricetta delle banche di credito cooperativo, in Lombardia e a livello nazionale, si dimostra valida anche nelle nuove declinazioni digitali e regala alle Bcc una vera «sostenibilità trasversale», leva strategica per guadagnare quote di mercato senza ricorrere alla crescita per linee esterne.
È quanto emerso dal tradizionale convegno di studi della Federazione lombarda del credito cooperativo, che si è tenuto di recente tra Bergamo e Brescia, capitali della cultura 2023, in concomitanza con il tredicesimo Forum nazionale dei giovani soci Bcc.
«Anche nelle province fortemente digitalizzate, le banche di credito cooperativo sono ancora meglio in grado di esercitare il credito di relazione per effetto della prossimità, specie per le micro imprese», ha sottolineato nel suo intervento Elena Beccalli, preside della facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica di Milano. «La chiave di volta – ha aggiunto - è comprendere che non si tratta più solo di una prossimità locale, bensì anche di una nuova forma di prossimità digitale».
In questo senso «la vicinanza digitale mette proprio le banche cooperative in condizioni di vantaggio rispetto ad altri operatori finanziari come le fintech». Le Bcc, del resto, «sono da sempre portatrici di un bene immateriale oggi assai scarso, la fiducia. Proprio in virtù di questo bene, se realizzeranno i necessari ingenti investimenti tecnologici e la ricomposizione del personale, saranno loro per prime in grado di trarre significativi benefici della digitalizzazione».
Dinamiche che sembrano confermate dai dati più recenti sull’attività del credito cooperativo in Lombardia, aggiornati a fine giugno: i trend di raccolta e impieghi sono infatti migliori rispetto alla media dell’industria bancaria regionale.
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