Baubles d’autore: addobbi per i giorni di festa di porcellana, oro, argento
Nella stagione più buia dell’anno, palle di luce per rinnovare la più antica tradizione delle feste, dai Saturnali romani alle corti ottocentesche. Oggetti preziosi, scelti da manifatture storiche.
3' di lettura
3' di lettura
Con le loro livree, profumate e impeccabili, sono una presenza rassicurante nei paesaggi spogli dell’inverno: gli abeti – in particolare quelli bianchi (Abies alba) – sono sin dall’antichità simbolo della rinascita nella stagione più buia dell’anno: tra il 17 e il 23 dicembre gli antichi romani, in occasione dei Saturnali, ornavano le case con l’abete bianco per propiziarsi salute e giovinezza; nello stesso periodo dell’anno, nel cuore dell’Europa, i popoli pagani onoravano il solstizio d’inverno decorando le abitazioni con rami di abete. Fu proprio nel Nord Europa – prima nei Paesi Baltici, poi in Germania – che nel XVI secolo prese piede la tradizione decembrina di vestirli a festa: prima nelle piazze, poi nei palazzi dei regnanti, infine nelle dimore private. A fine Settecento, Carlotta di Meclemburgo-Strelitz, consorte di re Giorgio III del Regno Unito, importò l’usanza alla corte inglese, ma è ad Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, adorato marito di Vittoria d’Inghilterra, che va il merito di avere reso pubblica a metà Ottocento la tradizione degli alberi decorati nelle festività: una famosa stampa del 1848 ritrae i coniugi reali insieme ai figli mentre ammirano un abete riccamente ornato e poggiato su un tavolo, con giochi e doni (non incartati) disposti intorno alla base. La coppia fu ben presto imitata in tutto il mondo.
Ancora oggi decorare l’albero di Natale è una pratica che restituisce il senso profondo della stagione festiva in vernale, benché in molti casi gli abeti non siano che veritiere riproduzioni di quelli reali. In quanto alla qualità e alla quantità degli ornamenti, vale il detto pochi ma buoni: meglio orientarsi su manufatti pregiati, che restituiscono simboli e tradizioni secolari; saranno i mattoncini di una collezione da implementare ogni anno, nella quale ciascun elemento rievoca un ricordo, un pensiero, una storia.
La porcellana, con la sua candida levità, si presta perfettamente a dare corpo alle sfere festive per l’albero, ancor più se ornate con decori raffinati. La tedesca Meissen, prima manifattura a produrre la porcellana in Europa, da qualche tempo ha avviato una collezione natalizia, la Christmas Original, in cui i decori in rosso e oro reinterpretano il celebre motivo a cipolla creato dagli artigiani Meissen nel 1730 su suggestioni orientali – e da allora mai tramontato. Due le palline pendenti, o baubles, che quest’anno si aggiungono alla serie: nella prima piccole stelle in rilievo sul bianco della porcellana sono ravvivate da un decoro a nastro in oro e rosso (119 euro); sulla seconda è dipinto un crisantemo, circondato da foglie, boccioli e riccioli – non è una stravaganza: nell’iconografia orientale, fonte di ispirazione del decoro, il fiore è simbolo di felicità, vita, longevità, regalità (159 euro).
La porcellana è anche il materiale d’elezione di Royal Copenhagen, storica manifattura nordica che festeggia quest’anno i 250 di attività e che, per l’occasione, ha aggiunto alla sua collezione tre nuove baubles dalla caratteristica forma leggermente schiacciata che si allunga nell’anello per il nastro (249 euro): sulla texture rigata della porcellana i fini decori dipinti a mano, tipici della casa danese, spiccano grazie al colore rosso, intenso e festivo, che in questo caso sostituisce il classico blu per cui il marchio è celebre nel mondo.
Dalla porcellana all’argento e alle preziose tecniche per lavorarlo: per la francese Christofle gli ornamenti dell’albero 2025 sono le sfere Bouquet Givré, nelle due versioni in argento (155 euro) o in metallo dorato (220), in cui l’opera di incisione e traforo dei maestri argentieri ha trasformato la superficie in un florilegio di stelle di Natale, arance candite, stecche di cannella, agrifoglio, rami d’abete, stelle alpine e pigne. Argento e oro sono materiali d’elezione anche per Buccellati, che quest’anno li presenta fianco a fianco in un unico ornamento: un pendente circolare e bidimensionale lavorato a cesello in cui emerge a sbalzo la corolla dorata di una stella di Natale tra sottili raggi argentei.














