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Banco Bpm strappa in Borsa su ipotesi mossa Unicredit-Agricole

Acquisti su tutto il comparto tra il risiko sempre in primo piano e l'ottimismo per il piano al 2029 presentato dalla francese Societè Generale

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Banche in rialzo a Piazza Affari, con Banco Bpm in prima fila. Il ritocco dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea ha riacceso i riflettori sul comparto, che dovrebbe continuare a macinare utili. In più, in Italia, i titoli del settore sono sostenuti dal riassetto in corso, con il tentativo di conquista di Intesa Sanpaolo su Banca Monte Paschi Siena e la difesa della banca senese con la doppia offerta presentata a Banco Bpm, già rigettata dall’istituto, e Banca Banca Generali (+0,6%), sotto il vaglio della controllante Generali (+0,3%). Oggi, inoltre, ha creato ottimismo il piano al 2029 presentato dalla francese Societe Generale , premiata alla Borsa di Parigi.

Intanto a riaccendere i riflettori sull’istituto milanese è stato un articolo pubblicato sabato scorso da Il Sole 24 Ore, secondo il quale Unicredit e Credit Agricole avrebbero messo da parte i vecchi contrasti per avviare un dialogo e studiare un intervento comune sull’istituto guidato da Giuseppe Castagna. L’ipotesi ha subito messo in moto la speculazione.

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Va ricordato che Unicredit aveva tentato l’affondo su Banco Bpm, ma poi aveva fatto marcia indietro dovendo fare i conti con il golden power esercitato dal Governo, mentre i francesi di Credit Agricole, in breve tempo, si sono spinti a un soffio dal 30% del capitale dell’istituto, esercitando pressione e manifestandosi contrari a un asse tra Banco Bpm e Mps e, al tempo stesso, sollecitando un’operazione di aggregazione tra l’istituto milanese e gli asset in Italia della banca francese. Un’operazione su Banco Bpm coinvolgerebbe ovviamente anche la controllata Anima, della quale la banca milanese detiene l’89,95%.

Tornando a Societé Generale, i vertici dell’istituto hanno annunciato che nei prossimi anni, fino al 2029, continueranno a distribuire il 50% dell’utile netto dichiarato e procederanno alla distribuzione del capitale in eccesso rispetto a un coefficiente di solidità patrimoniale (Cet1) del 13%. Così, con una previsione di crescita media annua del 3% dei ricavi nel periodo considerato, l’importo da distribuire agli azionisti potrebbe superare i 21 miliardi di euro. È stato inoltre indicato che la banca proseguirà nella politica di riduzione dei costi, con un obiettivo del 2% rispetto al 2026, stimando in particolare un taglio di 400 milioni di euro per acquisti e servizi esterni e di 500 milioni di euro per le spese informatiche.

Per quanto riguarda la rete fisica in Francia, il gruppo intende proseguire nella riduzione delle spese generali attraverso la «razionalizzazione» del numero di filiali e la soppressione, attualmente in corso, di «un livello di supervisione regionale». Il gruppo, che negli ultimi tre anni ha già tagliato migliaia di posti di lavoro, prevede una diminuzione del numero dei dipendenti entro il 2029 dovuta al «naturale turnover».

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