Banco Bpm punta sulla digitalizzazione. E’ leva di crescita per le Pmi
650 milioni di euro stanziati nel piano triennale; l’ingresso nella piattaforma Fideiussioni Digitali e la nascita del nuovo polo dei pagamenti digitali, Numia. Sono questi i principali strumenti che, come spiegato da Luca Vanetti, responsabile della struttura Marketing e Omnicanalità, l’istituto ha messo in campo per sostenere le imprese e renderle più competitive. Un focus anche sull’Ai che, spiega il manager, «è sempre un mezzo e mai un fine perché per noi il fattore umano è e resterà un elemento vincente».
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Da tempo la tecnologia viene oramai considerata come una leva strategica per la crescita; cosa che diventa ancora più evidente se si ha a che fare con le Pmi. Le piccole e medie imprese, da sempre ritenute l’ossatura portante dell’economia del nostro Paese, hanno bisogno di investire in tecnologia per essere sempre più competitive in un mercato, soprattutto quello internazionale, sempre più sfidante. E’ in questo quadro che Banco Bpm gioca un ruolo importante nel panorama economico-finanziario del nostro Paese. «Sin dal 2017, anno di nascita di Banco Bpm abbiamo puntato sulla tecnologia e sull’innovazione», ha spiegato Luca Vanetti, responsabile della struttura Marketing e Omnicanalità e del coordinamento del Programma di Digital Transformation di Banco Bpm (.DOT). Una scelta dettata dalla consapevolezza che «avendo come nostro tessuto una clientela che è fortemente rappresentata dalla Pmi, per esse la digitalizzazione è un vero e proprio motore di sviluppo, una leva di mantenimento sostenibile nel tempo per essere competitivi. Al contempo è un ottimo alleato per prevenire o comunque analizzare una serie di fattori che in futuro potrebbero rendere il percorso di crescita e di sviluppo delle aziende più accidentato». Una delle prime azioni messe in campo da Banco Bpm è stato il lancio del Programma Dot, con l’obiettivo di «accelerare l'innovazione, migliorare i processi in ottica digitale e omnicanale, offrire nuovi prodotti e servizi ai clienti e promuovere una cultura aziendale orientata all'innovazione e alla collaborazione».
Nel piano triennale stanziati 650 milioni per la tecnologia
L’impegno della banca sul fronte della digitalizzazione è testimoniato dall’ultimo piano industriale che prevede uno stanziamento di risorse pari a 650 milioni di euro in tecnologia. «Di questi», ha spiegato Vanetti, «250 sono connessi a interventi trasformativi del mondo digital. Un esempio concreto in questo senso è il recente ingresso nella piattaforma Fideiussioni Digitali», il primo ecosistema italiano per la gestione digitale del ciclo di vita delle garanzie fideiussorie basato su tecnologia Blockchain lanciato e realizzato da Surety Shield, società controllata da Cetif Advisory, spin-off del Centro di Ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «L’adozione della piattaforma Fideiussioni Digitali rappresenta un traguardo significativo per la digitalizzazione del settore, offrendo strumenti avanzati per la notarizzazione su Blockchain, la tracciabilità dei processi e la prevenzione delle frodi». Banco Bpm «mette a disposizione sempre più strumenti e linee di finanziamento specializzati per far si che le aziende che decidono di investire in innovazione possano farlo potendo anche usufruire di tutte le agevolazioni possibili. Penso ad esempio a quelle erogate da Sace o Simest o con il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi. Con un aggiornamento costante siamo al fianco delle imprese per aiutarle a scegliere le modalità e i programmi di innovazione da mettere in campo».
Numia, il nuovo polo dei pagamenti digitali
Sul fronte dei servizi bancari erogati alle imprese «la parte del leone la fa sicuramente la nostra app che oramai è usata da oltre il 60% delle nostre aziende-clienti; una percentuale che continua a crescere. Crediamo molto in questo strumento che viene arricchito e aggiornato di continuo e che permette non solo la gestione dei propri conti, ma anche la richiesta e la firma di finanziamenti il tutto a distanza». Anche nel mondo dei pagamenti «abbiamo fatto una scelta strategica, dando vita a Numia, un nuovo polo dei pagamenti digitali con Fsi e il Gruppo Bcc Iccrea». Si tratta di una joint venture nata per creare il secondo player nazionale indipendente nel settore dei pagamenti digitali, in particolare della monetica. A seguito di questa partnership strategica, Banco Bpm ha conferito le sue attività di monetica in Numia, diventando azionista con una quota del 28,6%, al pari di Iccrea. Fsi detiene la quota di controllo nell’ordine del 40% della nuova realtà, che mira a crescere nel panorama del fintech e a digitalizzare ulteriormente il Paese. Numia «gestisce quasi nove milioni di carte di pagamento, oltre 400mila Pos e decine di miliardi di volumi di transazioni all’anno. Stiamo sviluppando anche nuovi servizi per migliorare le modalità di incasso con l’e-commerce, abbiamo dotato tutte le nostre aziende clienti di Pos Smart di nuova generazione e il prossimo passo sarà quello di portare i Pos direttamente sul mobile. Tutto questo è un chiaro esempio di quanto Banco Bpm stia investendo anche nel mondo dei pagamenti. Ma non ci fermiamo qui: per quanto riguarda i gestionali, siamo stati tra i primi a integrare le nostre piattaforme banking con il sistema gestionale che usa una singola azienda. Una scelta che consente di semplificare l’operatività delle imprese e allo stesso tempo, grazie ad una user experience molto fluida, è possibile portare digitalmente fatture all’anticipo».
Il ruolo dell’Ai
Nel variegato mondo della tecnologia, un fattore chiave e abilitante per la crescita delle imprese è sicuramente l’intelligenza artificiale. «E’ una leva di sviluppo», spiega il manager, «e non deve esserci alcuna demonizzazione nei confronti di questa tecnologia. In Banco Bpm siamo però convinti che la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale siano un mezzo e non un fine. Ad oggi, impieghiamo l’Ai prevalentemente a supporto delle nostre persone di Rete e nell’attività della nostra filiale digitale e la scelta è motivata dal fatto che vogliamo mantenere quello che è un tratto distintivo della nostra banca, ovvero considerare vincente il fattore umano. Questo non vuol dire avere un approccio conservativo anche perché, come dimostrano le nostre piattaforme digitali, l’80% delle richieste di assistenza che provengono dai nostri clienti già oggi vengono gestite attraverso soluzioni che non richiedono un operatore con assistenza diretta. Sicuramente un campo dove l’Ai potrà avere una sempre maggiore applicazione sarà il nostro smart lending: con l’intelligenza artificiale le aziende avranno la possibilità di avere una valutazione accurata su eventuali investimenti, facilitando e snellendo i tempi di erogazione».



