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Banco Bpm lancia una nuova piattaforma di Smart Lending per supportare le Pmi

Secondo il responsabile commerciale, Matteo Faissola, tra i vantaggi di questo strumento c’è una maggiore velocità di decisione, un set semplificato di documentazione e l’uso delle migliori tecnologie per produrre una analisi completa e realistica dell’andamento dell’azienda.

di Laura Bonadies

4' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Banco Bpm è da sempre al fianco delle imprese e in particolare delle Pmi, queste ultime considerate la spina dorsale del tessuto imprenditoriale italiano. Tra gli strumenti lanciati dall’istituto di Piazza Meda c’è una nuova piattaforma di Smart Lending; si tratta di uno strumento che rende innovativo l’approccio alla concessione di prestiti o di altre forme di finanziamento, rendendo più rapidi ed efficaci gli algoritmi di valutazione del rischio, molto più veloci le decisioni di erogazione dell’ammontare richiesto e snello l’iter burocratico di presentazione della documentazione necessaria. Il tutto, ovviamente, basato sull’utilizzo di una tecnologia all’avanguardia, e soprattutto sicura, che per la banca rappresenta un elemento centrale come dimostrano i 600 milioni di euro di investimenti in arco piano destinati al settore It. Per capire come funziona e quali sono i vantaggi dell’uso della piattaforma di Smart lending, abbiamo fatto il punto con il responsabile commerciale di Banco Bpm, Matteo Faissola.

Da cosa nasce la decisione di lanciare una piattaforma di smart lending?

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Una delle caratteristiche storiche della nostra banca è sempre stata quella di supportare le aziende, in particolare le Pmi. Un impegno che si traduce nell’utilizzare un metodo di azione che coniughi da un lato le caratteristiche storiche che sono insite nel Dna della nostra banca, ma allo stesso tempo garantire quell’evoluzione che i tempi odierni richiedono, usando strumenti tecnologici sempre più all’avanguardia e al contempo sicuri. L’obiettivo è quello di liberare tempo: da un lato per i nostri gestori, aumentando le opportunità di relazione con il cliente in filiale che per noi restano fondamentali; dall’altro nei confronti delle imprese che si rivolgono a noi, snellendo i tempi per produrre tutta la documentazione necessaria in modo che l’imprenditore possa continuare a concentrarsi sulle proprie attività di business. Mi riferisco a tutta la mole di documenti che servono ad esempio per il fido e alla possibilità per il manager dell’azienda di operare anche da remoto per richiedere la linea di credito senza necessariamente recarsi fisicamente in filiale.

Quali sono gli altri vantaggi nell’usare una piattaforma di questo tipo?

Oltre alla velocizzazione delle operazioni, c’è un tema di qualità del dato. E’ indubbio che, per una banca come la nostra, avere una piattaforma basata su tecnologie evolute permette di cogliere una quantità molto più ampia di dati che provengono anche dall’esterno. Mi riferisco ai cosiddetti “alternative data”, ossia dati provenienti da terze parti che vanno ad affiancarsi a quelli che sono già in possesso della banca. Questo consente di avere una altissima affidabilità che riduce al minimo eventuali errori o possibilità di correzioni perché il match di questa mole di dati permette di avere un quadro preciso dello stato di salute dell’azienda. L’accuratezza del processo è dimostrata dal fatto che tutti i processi messi in campo fino ad ora hanno prodotto esito favorevole. E il vantaggio è duplice: sia per il consulente della banca che per l’impresa che si rivolge a noi. La piattaforma, infatti, consente all’imprenditore di svolgere una serie di operazioni, soprattutto quelle di carattere ordinario, direttamente da remoto; grazie ad un alto livello di sicurezza che la nostra tecnologia riesce a garantire.

Ma c’è anche un vantaggio per la banca…

Si, soprattutto dal punto di vista della qualità credito. Quando la piattaforma, dopo aver elaborato tutti i dati inseriti, dà semaforo verde vuol dire che il livello di sicurezza è davvero elevato. Abbiamo iniziato una prima fase di test, che entrerà a regime dopo l’estate, grazie alla quale, una volta avuto il via libera da parte della piattaforma, la delibera del finanziamento avverrà in tempo reale. Questo non significa però affidarsi solo ed esclusivamente ad una macchina o alla tecnologia, perché laddove venissero riscontrate criticità, l’ultima parola spetta all’uomo, ovvero ai nostri consulenti.

Quale è l’identikit delle imprese che utilizzano questa piattaforma?

Il segmento commerciale a cui la piattaforma si rivolge, e si rivolgerà anche nelle sue future evoluzioni, riguarda le imprese che hanno un fatturato fino a cinque milioni di euro. Ad oggi partiamo con finanziamenti per un importo massimo di 200mila euro e una durata di 60 mesi. Ad aprile siamo partiti con le revisioni delle pratiche di fido e con la nuova piattaforma, in due mesi, abbiamo raggiunto le 3mila revisioni. Il grande battesimo sarà a giugno quando partirà una campagna specifica che coinvolgerà 20mila nominativi sui quali applicheremo la nuova piattaforma, L’obiettivo è entrare a pieno regime per la fine del 2025.

Quanto è importante e che ruolo gioca la tecnologia per il supporto alle aziende?

E’ indubbio che la tecnologia giochi un ruolo importante nel mondo in cui viviamo oggi, soprattutto se si considera che solo il 13% delle operazioni che qualunque cliente svolge in banca avvengono presso le filiali. Ritengo inoltre che per quanto riguarda la richiesta di denaro e la gestione del risparmio, avere una piattaforma come la nostra semplifichi di molto la vita dell’azienda e questo è certamente un vantaggio. Ma tutto ciò non toglie assolutamente spazio alla relazione che si instaura tra il consulente e il cliente; anzi ritengo che strumenti come questi la rafforzino perché, escludendo le operazioni ordinarie, l’imprenditore che si rivolge a noi troverà sempre una persona competente e disponibile che lo accompagnerà in quelle che definiamo operazioni strategiche. Avere una figura capace, che ascolta e che possa consigliare le migliori soluzioni in base alle necessità di un cliente, è una cosa che la tecnologia non potrà mai sostituire. Quindi direi che il quadro è duplice: da un lato c’è l’evoluzione tecnologica che deve essere cavalcata per stare al passo con i tempi; dall’altro c’è la figura del gestore che non verrà mai meno.

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