L’inchiesta

Banche occulte cinesi: otto arresti e 31 milioni sequestrati. Riciclati oltre 200 milioni

Indagine “Green River” della Procura di Lodi: secondo la Guardia di finanza, un sistema di 41 società cartiere avrebbe generato fatture false e trasferito denaro in Cina con meccanismi di underground banking

di Redazione Roma

 Alamy Stock Photo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Un sistema di fatture false, società cartiere e trasferimenti di denaro verso la Cina per oltre 200 milioni di euro. È il quadro al centro dell’indagine “Green River”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi ed eseguita dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Lodi. Il decreto riguarda misure cautelari personali nei confronti di otto soggetti, ritenuti responsabili, secondo l’impostazione accusatoria, di un’associazione per delinquere dedita all’autoriciclaggio e all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Disposte anche misure cautelari reali nei confronti di 44 soggetti, per un importo complessivo di circa 31 milioni di euro.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’inchiesta prende avvio nel 2024 da alcuni approfondimenti fiscali su una società con sede nel Lodigiano, poi rivelatasi fittizia. Secondo gli investigatori, la società opera come cartiera ed emette fatture per operazioni inesistenti per migliaia di euro. Da quel primo accertamento emerge un’organizzazione criminale più ampia, capace di sfruttare i meccanismi di riciclaggio dell’“underground banking”, cioè sistemi di trasferimento di denaro fuori dai canali finanziari ufficiali e regolamentati, aggirando i presidi antiriciclaggio.

Loading...
Riciclaggio internazionale tramite banca abusiva cinese, 13 arresti

Underground banking e virtual iban: il flusso verso la Cina

Secondo l’accusa, attraverso questo sistema vengono trasferiti in Cina oltre 200 milioni di euro, spesso triangolando le operazioni attraverso Paesi europei. Il meccanismo, ricostruiscono gli investigatori, consente ai beneficiari delle false fatture di riciclare il provento di diverse tipologie di reati presupposto: reati tributari, societari, fallimentari, ma anche reati legati agli stupefacenti e alla criminalità organizzata.

Allo stesso tempo, il sistema permette alla comunità cinese di riciclare ingenti quantità di denaro proveniente dalle proprie attività economiche e di rimpatriare in Cina le somme “ripulite”. Il passaggio avviene attraverso una compensazione: da una parte il denaro contante restituito ai beneficiari delle fatture false, dall’altra i bonifici effettuati da questi ultimi sui conti correnti gestiti dal sodalizio.

In numerose transazioni, i trasferimenti di denaro avvengono tramite i cosiddetti virtual iban, codici che reindirizzano i fondi su un unico conto principale. Secondo gli investigatori, questo sistema consente di mascherare i reali beneficiari e rende estremamente difficile ricostruire il flusso delle false fatturazioni.

Le 41 società cartiere e la commissione del 10%

Al centro dello schema ci sono 41 società cartiere, gestite da un ufficio anonimo con sede a Chiari, in provincia di Brescia. Attraverso queste società, l’organizzazione avrebbe consentito l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per 200 milioni di euro nei confronti di diverse società “clienti”. Le somme ricevute venivano poi veicolate all’estero e quindi retrocesse in contanti alle stesse società beneficiarie. Per il servizio, il sodalizio avrebbe trattenuto una commissione pari al 10%.

Alcune società, secondo quanto emerge dall’indagine, avrebbero anche sfruttato indebitamente normative di favore previste per eventi disastrosi, come il sisma dell’Abruzzo del 2009, e per la pandemia Covid-19. L’obiettivo sarebbe stato inserire in contabilità crediti totalmente inesistenti, da utilizzare in compensazione per debiti di diversa natura: fiscali, previdenziali e assicurativi.

Una delle società cartiere viene inoltre utilizzata, secondo l’accusa, per frodare l’Iva nelle importazioni di merce dall’India. Il sistema passa attraverso l’indebito ricorso al regime del deposito Iva, che consente agli operatori di lavorare in sospensione d’imposta e di rinviare il pagamento dell’imposta a un momento successivo all’importazione. La società fittizia, ricostruiscono gli investigatori, serve solo a interporsi tra il fornitore e il beneficiario finale e non provvede mai al pagamento dell’Iva.

Tra i destinatari delle misure personali figura anche un commercialista italiano. Secondo l’accusa, il professionista si occupa della gestione amministrativa e contabile delle imprese riconducibili al sodalizio criminale, predispone gli F24 delle società beneficiarie delle indebite compensazioni e cura la documentazione necessaria a far apparire le società formalmente esistenti e regolari.

Sequestri per 31 milioni, cash dog trovano oltre 100mila euro

Insieme alle otto misure cautelari personali viene disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, nei confronti dei componenti del sodalizio e degli altri indagati, per 31 milioni di euro. La somma viene indicata come profitto dei reati di autoriciclaggio e di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il provvedimento riguarda anche le 41 società cartiere, i relativi conti correnti e l’ufficio “occulto” utilizzato per la gestione delle società.

I sequestri eseguiti interessano disponibilità finanziarie, quote societarie, immobili, automobili e beni di lusso, tra cui orologi e preziosi. Nel corso delle perquisizioni, grazie alla collaborazione delle unità cinofile cash dog in servizio presso i reparti della Guardia di finanza degli aeroporti di Bergamo-Orio al Serio e Milano-Linate, viene trovato denaro contante nascosto in immobili e autovetture per oltre 100mila euro.

Per uno degli otto destinatari delle misure personali, indicato come capo dell’associazione, vengono disposti gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti