Credito

Nuovo contratto bancari: più soldi, meno ore, più formazione

Il nuovo contratto dei bancari, siglato da Abi e sindacati, prevede aumenti medi mensili di 435 euro, la riduzione dell’orario di lavoro a 37 ore e un aumento delle ore di formazione retribuita

di Cristina Casadei

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9' di lettura

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Il nuovo contratto dei 270mila bancari dà alla finanza un volto più digitale, inclusivo e attento al benessere. Con un certo coraggio innova sull’orario di lavoro, riducendolo a parità di stipendio, redistribuisce la produttività ai lavoratori, con aumenti alti come non mai, coglie la sfida della banca digitale e della flessibilità. E guarda al futuro della categoria con la partecipazione dei lavoratori, la formazione, il ricambio generazionale e l’attenzione ai temi di genere e all’inclusione.

Per Abi è un accordo dinamico e innovativo

Come dice il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni , è «uno dei più importanti rinnovi contrattuali della storia del settore bancario del nostro Paese», quello siglato dai sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin) con Abi e con Intesa Sanpaolo . «È stato il negoziato probabilmente più difficile e più incerto per quanto riguarda l’esito finale - sostiene Sileoni -: è stato necessario un percorso tutt’altro che in discesa, fatto di scontri, a volte aspri, al termine del quale, però, abbiamo raggiunto un accordo politicamente rilevante per la tenuta del settore e per il futuro della nostra categoria. Abbiamo restituito lustro e importanza a una categoria che qualcuno voleva a tutti i costi appiattire». Abi spiega in una nota che «il risultato raggiunto è stato possibile grazie alla forte determinazione e responsabilità del Presidente del Casl, Ilaria Dalla Riva, del Casl, di ABI, di Intesa SanPaolo, delle organizzazioni sindacali tutte e del ruolo di sintesi e lungimiranza politico-strategica di Lando Sileoni, quale segretario generale della Fabi, primo sindacato della categoria. Si tratta di un accordo fortemente innovativo e dinamico, capace di accompagnare la vita professionale delle persone, in un contesto di profonda e continua trasformazione e che testimonia, in tutti gli aspetti disciplinati dal nuovo contratto, economici e normativi, la centralità delle donne e degli uomini che lavorano in banca».

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Il ruolo di Intesa

«Piena soddisfazione», esprime Intesa Sanpaolo che «lungo tutto il corso del negoziato ha partecipato in maniera proattiva alle trattative, per favorire il raggiungimento di un importante accordo che rappresenta la risposta alle aspettative delle persone che operano nel settore». Le novità introdotte, sotto il profilo economico, «esprimono la necessaria attenzione verso le persone, in un contesto economico di particolare complessità, e, più in generale, si caratterizzano per la forte valenza sociale, come la riduzione di orario, nuove misure per pari opportunità e inclusione, trattamenti migliorativi rispetto a situazioni di difficoltà, a conferma dell’importanza di un quadro normativo all’altezza delle esigenze delle persone, delle aziende e del ruolo delle organizzazioni sindacali, considerate le nuove sfide che la Banca affronterà nei prossimi anni», spiega una nota di Ca’ de Sass. Sileoni ammette che «l’accordo per il nuovo contratto dei bancari è stato condiviso con gli amministratori delegati di tutte le banche, ma voglio essere intellettualmente onesto fino alla fine: senza la fondamentale presa di posizione dell’amministratore delegato Intesa Sanpaolo, Carlo Messina (video) , esplicitata al nostro congresso nazionale di giugno, sarebbe stato molto più complicato raggiungere questo accordo».

Le assemblee

Alle assemblee adesso spetterà il compito di dare il via libera all’ipotesi di accordo che per la prima volta vede la firma di un presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro donna, Ilaria Maria Dalla Riva, e di un segretario generale donna, Susy Esposito , della Fisac Cgil. La presenza femminile al tavolo - dove Sileoni per la prima volta è stato affiancato dal segretario nazionale Elisabetta Mercaldo - ha contribuito anche alla decisione di prevedere misure contro la violenza di genere e per accrescere la tutela della maternità, proprio a partire dal contratto nazionale. Anche per questo spiccava ancora di più, al momento della firma, sulla grisaglia di tutti la coccarda rossa, contro la violenza di genere.

Le 4 tranche gdi aumento

L’ipotesi di accordo prevede 435 euro di aumento medio mensile della retribuzione, a partire da dicembre, pagamento degli arretrati per il periodo luglio-novembre di quest’anno con una media di 1.250 euro, ripristino pieno della base di calcolo del trattamento di fine rapporto a partire dall’1 luglio 2023. L’aumento contrattuale verrà pagato in quattro tranche, ma l’80% sarà riconosciuto nei primi 9 mesi di vigenza del contratto. La prima tranche sarà di 250 euro (57,5% del totale dei 435 euro) e arriverà in dicembre, la seconda sarà di 100 euro (23% del totale) e arriverà a settembre del 2024. Infine ci sono 50 euro (11,5%) a giugno del 2025 e 35 euro (8%) a marzo del 2026. L’aumento concordato produce effetti positivi anche sulla tredicesima mensilità.

GLI AUMENTI MENSILI

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Le nuove buste paga

Il quadro direttivo di quarto livello (QD4) passerà dagli attuali 4.575,56 euro ai 5.160,06 euro a regime (marzo 2026); il QD3 andrà da 3.899,01 euro a 4.396,88 euro; il QD2 da 3.483,38 a 3.965,48 euro a euro; il QD1 da 3.283,73 euro a 3.743,21 euro. Nella terza area professionale: al quarto livello si passerà da 2.906,90 euro a 3.341,90 euro; al terzo livello da 2.684,20 euro a 3.059,49 euro; al secondo livello da 2.535,88 euro a 2.890,41 euro; al primo livello da 2.405,97 euro a 2.742,34 euro. Chi, infine, inquadrato nell’area unificata (ex 1a e 2a area professionale) salirà da 2.175,31 euro a 2.479,45 euro.

LE NUOVE BUSTE PAGA DEI BANCARI

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Il recupero della produttività

L’incremento concordato ingloba sia il recupero dell’inflazione sia il riconoscimento della produttività delle banche che, a partire dallo scorso anno, hanno raggiunto importanti risultati con gli utili in costante crescita. Il primo aumento mensile verrà riconosciuto con la “busta paga” di dicembre, ma decorre da luglio scorso: verranno riconosciuti arretrati per cinque mesi, fino a novembre. In media 1.250 euro per ciascun lavoratore. Quanto, poi, al tfr, viene ripristinata, con decorrenza 1 luglio 2023, la base di calcolo e vengono cancellate, così, le previsioni di riduzione della base di calcolo introdotte nel 2012. Si tratta di un aumento significativo della cosiddetta retribuzione differita che porta a incrementare la “liquidazione” o i versamenti per la previdenza complementare.

Gli arretrati per inquadramento

Se in media gli arretrati saranno 1.250 euro (3a area professionale 4° livello retributivo), prendendo i quadri direttivi, le “una tantum” saranno 1.679,60 euro per i QD4, 1.459 euro, per i QD3, 1.385,35 euro per i QD2, 1.320,35 euro per i QD1. Nella 3a area professionale si passa a: 1.250 euro per il 4° livello, 1.078,40 euro per il 3° livello, 1.018,75 euro per il 2° livello, 966,60 euro per il 1° livello. Chi si trova nell’area unificata (ex 1a e 2a area professionale), invece, percepirà arretrati pari a 873,95 euro.

La piena fungibilità dei quadri direttivi e i trasferimenti

Abi e i sindacati hanno concordato la piena fungibilità dei quattro livelli dei quadri direttivi. È stato inoltre dato il via libera ad attività lavorative extra, con la cancellazione dell’autorizzazione che la banca doveva concedere ai dipendenti. Sui trasferimenti restano invece a 52 anni e a 50 chilometri i limiti oltre i quali l’azienda deve ottenere il consenso del dipendente. Per i quadri direttivi vengono mantenute tutte le tutele in vigore.

L’orario a 37 ore: 3 giorni di lavoro in meno all’anno

Se nella piattaforma i sindacati avevano chiesto una riduzione dell’orario a 35 ore settimanali, il negoziato ha deciso che l’orario di lavoro dei bancari verrà ridotto dalle attuali 37,5 ore a 37, con una diminuzione di 30 minuti complessivi, a partire da luglio 2024. Si tratta, malcontati, di poco più di 3 giorni di lavoro in meno all’anno. Tra i diversi punti dell’accordo il segretario generale della Fisac Cgil, Susy Esposito sottolinea che «segniamo un punto cruciale nella storia delle relazioni sindacali ottenendo la riduzione dell’orario di lavoro».

La formazione

Sale inoltre da 8 a 13 il numero delle ore per la formazione retribuita, con l’obiettivo di arricchire e promuovere l’evoluzione delle competenze dei lavoratori affinché siano un elemento fondamentale per la tutela dell’occupazione in banca. Sono state inoltre migliorare e integrate le procedure che consentono alle banche di accedere ai finanziamenti di fondi, enti bilaterali e Unione europea per la formazione del personale.

La nuova veste del Foc

Il contratto definisce una nuova veste per il Fondo per l’occupazione (Foc) che lavorerà in sinergia con il Fondo di solidarietà per favorire ancora di più la staffetta generazionale nel settore e far crescere l’occupazione al Sud. Vengono infatti ampliate le possibilità di ricorso al Foc, da parte delle banche, con l’obiettivo di favorire ancora di più nuovo lavoro nel settore e di far crescere l’occupazione al Sud. In generale, passa da 2.500 euro a 3.500 euro annui l’importo che il Foc riconosce alle banche che assumono: giovani fino a 36 anni (il limite era 32 anni), persone con disabilità, disoccupati di lungo periodo, lavoratori in mobilità, cassaintegrati. Inoltre, a chi è vicino al prepensionamento e sceglierà di passare al part time verrà pagato, per un massimo di 36 mesi, un importo pari al 25% della differenza di retribuzione. Il Foc, inoltre, agevolerà ulteriormente le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno grazie a un aumento dell’importo annuo, erogato in favore delle banche, che sale da 3.500 euro a 4.500 euro più ulteriori 1.000 euro se la sede di lavoro coincide con la provincia di residenza. L’attuale dotazione del Foc che è alimentato con versamenti di tutti i dipendenti bancari e ha consentito l’assunzione di quasi 40mila giovani, è di 145 milioni di euro.

Contratto di avanguardia

Per Esposito si può parlare di «un contratto di assoluta avanguardia, che premia il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, riconoscendo loro non solo le dovute risorse economiche ma anche gli strumenti per continuare ad essere protagonisti del sistema bancario impegnato in una fase di straordinario cambiamento. Il contratto guarda all’oggi ma è proteso al futuro e rilancia le conquiste del passato. Un’intesa che sarà paradigma delle relazioni sindacali per diversi aspetti, da quelli economici a quelli normativi, per traghettare il settore bancario nel futuro dando valore alle lavoratrici e ai lavoratori. E che tiene insieme il settore, come la firma di Intesa Sanpaolo sul contratto, da noi fortemente voluta, dimostra».

La banca digitale

Il nuovo contratto si adegua ai cambiamenti del settore bancari e la cabina di regia nazionale, creata nel 2019, estenderà il suo raggio d’azione alla banca digitale: sarà questo il luogo di confronto permanente fra Abi e sindacati su innovazione tecnologica, digitalizzazione, nuove mansioni e figure professionali. Sulle pressioni commerciali ci saranno più garanzie e più tutele per i bancari in relazione alle indebite pressioni commerciali esercitate dai vertici delle banche per “spingere” la vendita di prodotti finanziari e assicurativi: l’accordo sulle politiche commerciali del 2017 diventa parte integrante del contratto collettivo.

Tutela maternità e dichiarazione su violenza di genere

Con l’accordo raggiunto da Abi e dai sindacati vengono aggiunte tutele alla maternità. Viene infatti riconosciuto il pieno trattamento economico alle lavoratrici in stato di gravidanza “a rischio” che finora era “pagato” per soli cinque mesi. Il nuovo contratto dei bancari recepirà la dichiarazione congiunta Abi e sindacati su molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro del 12 febbraio 2019. La dichiarazione è nata per rafforzare e diffondere la consapevolezza nelle aziende, nelle lavoratrici e nei lavoratori oltre che nei loro rappresentanti sull’importanza di prevenire, contrastare e non tollerare ogni forma di comportamento che abbia come risultato un’intimidazione, un danno o una sofferenza fisica, sessuale, psicologica.

La partecipazione

Abi e i sindacati hanno inoltre condiviso che la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita delle aziende contribuirà alla produttività del lavoro, al miglioramento dell’ambiente lavorativo, allo sviluppo sociale delle persone. Ciascuna banca o gruppo, pertanto, potrà quindi valutare iniziative per adottare forme di partecipazione dei propri dipendenti anche per governare la gestione dei cambiamenti. Il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani, vede «un accordo di svolta e innovativo. Di svolta perché si avvia un nuovo paradigma retributivo con la redistribuzione della produttività, che rappresenta una quota significativa del totale dell’aumento, e si riduce l’orario di lavoro a parità di retribuzione. Innovativo perché è il primo contratto nazionale, dall’entrata in vigore della Costituzione ad oggi, che demanda alla contrattazione collettiva nelle aziende e nei gruppi bancari l’attuazione di forme di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla gestione delle imprese».

La compattezza del fronte sindacale

Il segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan, parla di «un accordo di grande valore economico e sociale, che mette al centro le persone, il loro benessere e la conciliazione vita-lavoro e definisce strumenti per gestire i processi di cambiamento tramite una costante contrattazione collettiva. La grande coesione dimostrata dalle Organizzazioni Sindacali ha dato una spinta determinante per raggiungere un accordo con la volontà di confermare il valore delle relazioni sindacali, la centralità del settore del credito nel Paese e l’identità della categoria dei bancari, nel difficile contesto dovuto alla situazione tra Abi e Intesa Sanpaolo. È comunque molto importante che il rinnovo sia stato sottoscritto da tutti per l’unità della categoria e per il settore. Auspichiamo che in futuro si trovino le condizioni per superare questo empasse». Per Emilio Contrasto, segretario generale di Unisin, «è il migliore accordo degli ultimi 25 anni. Il settore del credito continua ad essere in costante e continua trasformazione. I piani industriali si susseguono a grande velocità e i modelli industriali e la rete distributiva sono in costante evoluzione. Anche per questo aver definito un siffatto contratto che riconosce il giusto valore del lavoro di tutti e conferma, rafforzandolo, il confronto sui processi di riorganizzazione, a livello nazionale e in azienda, anche attraverso la cabina di regia, è un grande traguardo non solo per i lavoratori, ma anche i clienti e l’intera economia del Paese».

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