Finanza sostenibile

Banca Etica, nuovi piani per fronteggiare il calo di raccolta di Etica Sgr

Chiusa l’acquisizione di Impact Sgr. Il management vuole discutere subito di strategie di collocamento dei prodotti di risparmio con Bcc e banche Popolari

di Vitaliano D'Angerio

Banca Etica. (Imagoeconomica)

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Alla fine arrivò l’autorizzazione di Bankitalia. Banca Etica ha finalmente chiuso l’operazione con Impact Sgr acquistando il 70% della società di gestione fondata da Fausto Artoni, Stefano Gelatti Mach de Palmstein e Gherardo Spinola. Addio ad Anima, dunque, che fino ad oggi ha gestito in delega i fondi di Etica Sgr: il passaggio di consegna fra i gestori sta già avvenendo e a metà marzo vi sarà il trasferimento definitivo. «Ora sarà necessario ampliare i rapporti di distribuzione dei nostri prodotti di risparmio – ha affermato il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi –. I primi soggetti con cui parleremo saranno gli attuali soci collocatori, le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo. Inoltre, i fondi di Etica Sgr possono adesso essere acquistati anche online sul nostro sito».

Un anno difficile

La firma del closing dell’operazione è avvenuta martedì. C’è stato contestualmente il varo del nuovo consiglio d’amministrazione di Impact Sgr: nominata presidente Anna Fasano che il 13 gennaio 2025 annunciò l’operazione quando era a capo di Banca Etica.

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Nei 13 mesi utilizzati da Banca d’Italia per dare il via libera alle operazioni è successo un po’ di tutto e le masse in gestione di Etica Sgr ne hanno sofferto non poco. Da una parte, c’è stata la nuova irruzione di Trump sul palcoscenico internazionale: il presidente Usa ha mandato in soffitta la finanza sostenibile e le conseguenze sono state visibili anche in Europa. Dall’altra parte, Banca Etica ha rinnovato nel 2025 gli organi sociali portando al voto i suoi 50mila soci. E questa volta il confronto fra liste contrapposte è stato particolarmente aspro. Infine, da non dimenticare i tempi un po’ lunghi di Bankitalia per l’autorizzazione e l’addio ad Anima Sgr.

Un mix di fattori che ha pesato sui fondi di Etica Sgr: quando Fasano ha dato l’annuncio dell’operazione, la società di gestione aveva in pancia 7,4 miliardi di euro di masse e 400mila clienti; a fino giugno 2025 si è scesi a 6,05 miliardi. «Attualmente contiamo su 5,8 miliardi di masse – ha spiegato Soldi –. Impact Sgr porta in dote 400 milioni di euro». Nel frattempo, c’è stato un cambio anche del management: il primo ottobre, Roberto Grossi è diventato il nuovo direttore generale di Etica Sgr prendendo il posto di Luca Mattiazzi.

I soci di Etica Sgr

Da evidenziare anche l’azionariato di Etica Sgr. La maggioranza è appunto di Banca Etica (51,47%); il resto è suddiviso tra Banco Bpm (19,44%), Bper Banca (10%) a cui fa capo ora anche il 9,87% della Banca Popolare di Sondrio dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte dell’istituto con sede a Modena. Infine c’è la Cassa Centrale Banca-Credito Cooperativo Italiano che possiede il 9,22 per cento.

Tutti questi istituti hanno una loro Sgr, una fabbrica prodotto; e tutte queste società di gestione, nella loro offerta, hanno anche fondi sostenibili che si affiancano a quelli di Etica Sgr. Da qui la necessità di Banca Etica di ripensare un po’ la sua capacità di distribuzione visto il calo delle masse registrato nel 2025. «Tengo però a evidenziare – aggiunge Soldi – che Banca Etica nel 2025 ha contribuito in maniera importante al collocamento dei fondi di Etica Sgr; dati gli arretramenti recenti che riguardano la finanza sostenibile, come operatori di finanza etica ci fa piacere constatare che le nostre filiali hanno visto un +8% di raccolta netta. Un ottimo risultato».

Ampliamento dei canali di distribuzione dunque e anche più attenzione al mondo degli investitori istituzionali, fondi pensione in testa. Etica Sgr potrà puntare ora, con l’arrivo dei gestori di Impact, anche a mandati Esg ad hoc.

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