Al voto il 7 e 8 giugno

Ballottaggi in sei capoluoghi: ecco tutte le sfide

Il centrodestra si ricompatta contro Giovanni Legnini in testa dopo il primo turno. Ad Arezzo decisivo il civico Donati, sostenuto da Azione, che lascia però libertà di voto. Si vota anche a Lecco, Macerata, Trani e Agrigento. Incognita Vannacci a Vigevano

di Andrea Gagliardi

 ANSA

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Saranno soprattutto i ballottaggi nei sei capoluoghi dove si torna a votare il 7 e 8 giugno (Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani) a consentire un bilancio finale della tornata di elezioni amministrative di primavera. La sfida più importante, quella di Venezia, ha visto la (inattesa) conferma del centrodestra, che ha strappato al campo largo anche un capoluogo importante come Reggio Calabria. Il centrosinistra si è consolato con la vittoria ad Avellino e la riconquista, dopo nove anni, di Pistoia. E ora punta sui ballottaggi per rendere meno amara questa tornata elettorale.

Il centrodestra si ricompatta a Chieti

In vista del secondo turno gli apparentamenti (i termini sono scaduti domenica), al netto di piccole liste civiche, sono l’eccezione. L’accordo formale scatta a Chieti dove il centrodestra, diviso al primo turno, si ricompatta per provare a insidiare il candidato del campo largo Giovanni Legnini, in testa con il 47,2%. E così Cristiano Sicari (27,5%), sostenuto da FdI e FI, potrà contare sull’appoggio del candidato di Lega e Udc Mario Colantonio (16,7%), oltre che del civico Alessandro Carbone (4,7%).

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Ad Agrigento in ordine sparso

Centrodestra diviso al primo turno anche ad Agrigento. Ma qui non ci sono apparentamenti. A contendersi la poltrona di sindaco sono Michele Sodano (campo progressista), in testa col 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8%. Dice no a ipotesi di alleanze politiche il leghista Luigi Gentile (terzo con il 14,1%), sostenuto anche da Dc e Noi moderati. Anche se il commissario regionale della Lega, Nino Germanà, invita a «non votare per il centrosinistra». E Noi moderati dichiara il sostegno ad Alonge. Nessun apparentamento neanche da parte del civico Giuseppe Di Rosa, quarto con il 12% dopo il primo turno.

Ad Arezzo centristi alla finestra

Ad Arezzo invece Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra), con il 32,4% è indietro sul candidato del centrodestra Marcello Comanducci (43,8%). Ago della bilancia è Marco Donati, terzo con il 20,5%, sostenuto da Azione e civiche, che però non si schiera e lascia libertà di voto.

La sfida a Lecco

A Lecco la sfida è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, avanti con il 48,6%. Resta alla finestra Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, terzo con il 5,2%.

Nessun apparentamento a Trani

Anche a Trani si va al ballottaggio senza accordi ufficiali. La contesa è tra Marco Galiano (40,7%), sostenuto dal Pd ma non dal M5S e il candidato del centrodestra Angelo Guarriello, indietro con il 30,3%. In mezzo c’è il 21,5% conquistato dal candidato civico, Giacomo Marinaro, che lascia libertà di voto.

Il caso Macerata

Rocambolesco il caso di Macerata dove il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli si è fermato al 49,96%, mancando la vittoria al primo turno per soli 10 voti, mentre il frontman del campo largo Gianluca Tittarelli (che ha siglato l’accordo con il candidato di una lista civica) è al 41,9%. Nel frattempo il Tar ha respinto il ricorso di Parcaroli, che chiedeva prima del ballottaggio il riconteggio delle 350 schede dichiarate nulle.

L’incognita Vannacci a Vigevano

E poi c’è il caso Vigevano (Pavia) dove la candidata del centrosinistra Rossella Buratti (34,3%) parte in vantaggio sul civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da FI. Anche qui niente accordi ufficiali. Ma peseranno le mosse della Lega (il candidato del Carroccio, Riccardo Ghia, terzo con il 21,4%, era sostenuto anche da FdI) e di Furio Suvilla, appoggiato da Roberto Vannacci, che ha registrato un exploit (14,2%). La Lega non dovrebbe dare indicazioni di voto. Suvilla detta condizioni sul sicurezza e moschea «abusiva», e prende tempo.

Il bilancio finora

Considerando tutti i 118 comuni al di sopra di 15mila abitanti, sono 41 i ballottaggi in programma. Secondo i conteggi di Youtrend, il centrosinistra si è imposto al primo turno in 37 Comuni, a fronte di 59 sindaci uscenti. Il centrodestra in 25 (su 42). Nei 18 capoluoghi il bilancio vede per ora il centrosinistra in vantaggio con sette sindaci (su otto uscenti). Il centrodestra ne ha conquistati tre (su cinque uscenti) . In due centri si sono affermati candidati civici o di altri partiti.

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