Ballottaggi, da Agrigento ad Arezzo: urne aperte in sei capoluoghi
Si vota anche a Lecco, Macerata, Trani e Chieti. Incognita Vannacci a Vigevano. Urne aperte per il primo turno invece in 148 Comuni della Sardegna
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I punti chiave
- A Chieti parte in vantaggio il centrosinistra
- Ad Agrigento il centrodestra resta diviso
- Ad Arezzo i centristi non si schierano
- A Lecco il sindaco uscente (centrosinistra) parte in svantaggio
- A Macerata ballottaggio per soli 10 voti
- La sfida a Trani
- A Vigevano il fattore Vannacci e le divisioni nel centrodestra
- In Sardegna 148 Comuni al primo turno
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Urne aperte domenica 7 e lunedì 8 giugno in 41 Comuni sopra i 15 mila abitanti per il secondo turno delle elezioni comunali. Qui si testerà la capacità dei candidati di allargare il consenso oltre le coalizioni tradizionali. E saranno soprattutto i ballottaggi nei sei capoluoghi al voto (Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani) a consentire un bilancio finale della tornata elettorale. La sfida più importante, quella di Venezia, ha visto al primo turno la (inattesa) conferma del centrodestra, che ha strappato al campo largo anche un capoluogo importante come Reggio Calabria. Il centrosinistra si è consolato con la vittoria ad Avellino e la riconquista, dopo nove anni, di Pistoia. E ora punta sui ballottaggi per rendere meno amara questa tornata elettorale.
Secondo i conteggi di Youtrend, il centrosinistra si è imposto al primo turno in 37 Comuni, a fronte di 59 sindaci uscenti. Il centrodestra in 25 (su 42). Nei 18 capoluoghi il bilancio vede per ora il centrosinistra in vantaggio con sette sindaci (su otto uscenti). Il centrodestra ne ha conquistati tre (su cinque uscenti) . In due centri si sono affermati candidati civici o di altri partiti.
A Chieti parte in vantaggio il centrosinistra
A Chieti, dopo una consiliatura di centrosinistra, si sfidano al ballottaggio Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega (27,5%). Ma se al primo turno il centrodestra è sceso in campo diviso, al secondo c’è stato l’apparentamento: Sicari ha trovato un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. E ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%). Partita aperta sulla carta, dunque.
Ad Agrigento il centrodestra resta diviso
Centrodestra diviso al primo turno anche ad Agrigento. Ma qui non ci sono stati apparentamenti. A contendersi la poltrona di sindaco sono Michele Sodano (campo progressista), in testa col 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del candidato che si è piazzato terzo: il leghista Luigi Gentile (14%), sostenuto anche da Dc e Noi moderati. Ma Gentile ha rifiutato apparentamenti o intese politiche. Anche se il commissario regionale della Lega, Nino Germanà, ha invitato a «non votare per il centrosinistra». Mentre Noi moderati ha dichiarato il sostegno ad Alonge.
Ad Arezzo i centristi non si schierano
Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa è tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest’ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l’incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto. Una doccia fredda per i progressisti, la cui rimonta appare più ardua.








