Al voto il 7 e 8 giugno

Ballottaggi, da Agrigento ad Arezzo: urne aperte in sei capoluoghi

Si vota anche a Lecco, Macerata, Trani e Chieti. Incognita Vannacci a Vigevano. Urne aperte per il primo turno invece in 148 Comuni della Sardegna

di Andrea Gagliardi

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Urne aperte domenica 7 e lunedì 8 giugno in 41 Comuni sopra i 15 mila abitanti per il secondo turno delle elezioni comunali. Qui si testerà la capacità dei candidati di allargare il consenso oltre le coalizioni tradizionali. E saranno soprattutto i ballottaggi nei sei capoluoghi al voto (Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani) a consentire un bilancio finale della tornata elettorale. La sfida più importante, quella di Venezia, ha visto al primo turno la (inattesa) conferma del centrodestra, che ha strappato al campo largo anche un capoluogo importante come Reggio Calabria. Il centrosinistra si è consolato con la vittoria ad Avellino e la riconquista, dopo nove anni, di Pistoia. E ora punta sui ballottaggi per rendere meno amara questa tornata elettorale.

Secondo i conteggi di Youtrend, il centrosinistra si è imposto al primo turno in 37 Comuni, a fronte di 59 sindaci uscenti. Il centrodestra in 25 (su 42). Nei 18 capoluoghi il bilancio vede per ora il centrosinistra in vantaggio con sette sindaci (su otto uscenti). Il centrodestra ne ha conquistati tre (su cinque uscenti) . In due centri si sono affermati candidati civici o di altri partiti.

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A Chieti parte in vantaggio il centrosinistra

A Chieti, dopo una consiliatura di centrosinistra, si sfidano al ballottaggio Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega (27,5%). Ma se al primo turno il centrodestra è sceso in campo diviso, al secondo c’è stato l’apparentamento: Sicari ha trovato un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. E ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%). Partita aperta sulla carta, dunque.

Ad Agrigento il centrodestra resta diviso

Centrodestra diviso al primo turno anche ad Agrigento. Ma qui non ci sono stati apparentamenti. A contendersi la poltrona di sindaco sono Michele Sodano (campo progressista), in testa col 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del candidato che si è piazzato terzo: il leghista Luigi Gentile (14%), sostenuto anche da Dc e Noi moderati. Ma Gentile ha rifiutato apparentamenti o intese politiche. Anche se il commissario regionale della Lega, Nino Germanà, ha invitato a «non votare per il centrosinistra». Mentre Noi moderati ha dichiarato il sostegno ad Alonge.

Ad Arezzo i centristi non si schierano

Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa è tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest’ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l’incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto. Una doccia fredda per i progressisti, la cui rimonta appare più ardua.

A Lecco il sindaco uscente (centrosinistra) parte in svantaggio

A Lecco il ballottaggio sarà tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, arrivato terzo con il 5,2% dei voti ha deciso di lasciare libertà di voto, come pure Patto per il Nord (1,7%).

A Macerata ballottaggio per soli 10 voti

A Macerata il ballottaggio è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, ha chiuso icon il 49,96% delle preferenze, mancando la vittoria al primo turno per soli 10 voti. Respinto dal Tar il ricorso di Parcaroli, che chiedeva prima del ballottaggio il riconteggio delle 350 schede dichiarate nulle. Lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,9%) ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un’intesa con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,5% con la lista Officina delle Idee.

La sfida a Trani

A Trani, dopo due mandati targati Pd, si sfidano Marco Galiano (40,7%), sostenuto al primo turno dal Pd, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Nel centrosinistra ha pesato la perdita di una parte del Pd (il presidente del Consiglio comunale uscente, Giacomo Marinaro, si è presentato con una propria coalizione, portando con sé un gruppo consistente di consiglieri comunali e raggiungendo circa il 21% delle preferenze). Anche il Movimento 5 Stelle a Trani ha scelto di non dare vita al “campo largo”, proponendo un proprio candidato sindaco, Vito Branà, che ha ottenuto il 3%. Nelle ultime due settimane si sono susseguite voci di apparentamenti, tutte poi smentite.

A Vigevano il fattore Vannacci e le divisioni nel centrodestra

E poi c’è il caso Vigevano (Pavia) dove la candidata del centrosinistra Rossella Buratti (34,3%) parte in vantaggio sul civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da FI. Anche qui niente accordi ufficiali. Ma peseranno le mosse della Lega e di Furio Suvilla, il candidato appoggiato da Roberto Vannacci, che ha registrato un exploit (14,2%) al primo turno. Suvilla ha invitato i vigevanesi a votare scheda bianca o nulla al ballottaggio: “Non appoggeremo chi si definisce di centrodestra ma poi ha paura di prendere posizioni ufficiali sui temi più importanti che riguardano la nostra città”. Lega è stata la grande sconfitta del primo turno: si è fermata a un modesto 9,3%, un calo consistente rispetto al 27% del 2020. E il suo candidato Riccardo Ghia, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, non è andato oltre il 21,45 %, rimanendo tagliato fuori dal ballottaggio. Lega e Noi Moderati hanno scelto di lasciare libertà di voto ai loro elettori. «Il nostro invito è di valutare il “male minore” per Vigevano», ha commentato Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, nominato commissario provinciale del Carroccio dopo la sconfitta al primo turno. Fratelli d’Italia invece si è è schierata pubblicamente a favore di Previde Massara.

In Sardegna 148 Comuni al primo turno

Domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno si vota anche in Sardegna dove in poco più di 400mila sono chiamati a eleggere al primo turno sindaci e consigli comunali in 148 Comuni. Le sfide politicamente più rilevanti si concentrano nei centri maggiori. A Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna, il sindaco uscente Graziano Milia cerca la riconferma con una coalizione di centrosinistra ma senza simboli, contro il candidato del centrodestra Marco Porcu, e contro il civico Roberto Matta. Riflettori puntati anche su Sestu e Porto Torres, i due comuni sopra i 15mila abitanti che potrebbero andare al ballottaggio il 21 e 22 giugno in caso nessun candidato superi il 50% dei voti, insieme ai due nuovi capoluoghi di Provincia, Tempio Pausania e Sanluri.

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