Cronaca

Baby Gang arrestato di nuovo per rapina e maltrattamenti

L’inchiesta nasce dal pestaggio di tre cittadini rumeni a Caloziocorte. L’artista nel mirino dei Pm anche per lesioni alla convivente

Nuovo arresto per il trapper Baby Gang, all’anagrafe Mouhib Zaccaria

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Porto abusivo di armi e rapina sono le accuse che hanno portato i carabinieri del comando provinciale di Lecco ad arrestare e portare in carcere a Busto Arsizio (Varese) Mouhib Zaccaria, meglio noto come Baby Gang, trapper che conta su Spotify 6,6 milioni di ascoltatori mensili. Diverse le ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose le perquisizioni che vedono coinvolti l’artista e sei persone a lui vicine.

Il nuovo arresto arriva a pochi giorni dalla condanna, il 4 marzo scorso, a due anni e otto mesi, per ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. Il 24enne era stato arrestato, l’11 settembre del 2025, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lecco. Nel corso di una perquisizione, avevano rinvenuto in una stanza d’albergo a Milano l’arma clandestina. «Adesso basta, solo musica», aveva detto Mouhib quel giorno dopo il verdetto al Palazzo di Giustizia di Milano.

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Sono sei, oltre a Baby Gand, le persone raggiunge da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lecco. A questi si aggiungono altri due giovani sottoposti al divieto di dimora nella provincia di Lecco.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, gli otto farebbero tutti parte «dell’entourage criminale del cantante» e risultano indagati in concorso e a vario titolo per detenzione, cessione e porto illegale, ricettazione di armi da fuoco comuni e da guerra, e rapina e lesioni aggravate in concorso nei confronti di tre cittadini rumeni aggrediti a Calolziocorte (Lecco) la sera del 15 giugno 2025 semplicemente per essersi soffermati a parlare sulla via davanti all’abitazione del cantante. I tre erano stati accerchiati, trascinati all’ingresso secondario della casa e severamente picchiati da Zaccaria Mouhib e altre cinque persone.

Il solo Mouhib è indagato inoltre per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della convivente, una ragazza italiana 22enne, «sottoposta a quotidiane vessazioni di natura psicologica e fisica, culminate con un’aggressione durante la quale l’uomo la colpiva ripetutamente al volto provocandole la frattura del setto nasale, per poi allontanarla da casa».

L’indagine ha preso il via nel febbraio 2025 a seguito dell’arresto di un pregiudicato macedone trovato in possesso di due pistole rubate, già utilizzate in precedenti fatti delittuosi e riconducibili sempre a Baby Gang (la sparatoria avvenuta a Milano in corso Como il 3 luglio 2022 e quella accaduta in via Baroni, sempre a Milano il 7 aprile 2023) che le aveva cedute al macedone. L’inchiesta è il proseguimento di quella che l’11 settembre 2025 era culminata con l’arresto di sei persone, tra cui lo stesso Mouhib in flagranza per detenzione e porto di una pistola clandestina.

Sempre secondo quanto riferito dai carabinieri, le ultime investigazioni «hanno permesso di accertare l’illecita detenzione, porto e cessione da parte del sodalizio di armi da sparo comuni e da guerra, di cui tre già rinvenute e poste in sequestro». Il gruppo utilizzava queste armi anche a scopo intimidatorio «per ronde punitive nei confronti di soggetti ritenuti concorrenti nelle attività criminali del territorio».

Infine gli approfondimenti investigativi «hanno evidenziato la totale noncuranza del rapper rispetto alle prescrizioni impostegli con la sorveglianza speciale cui era sottoposto nonché la sua spregiudicatezza nel compiere reati».

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