Azevedo: «Senza la Wto nel commercio vince la legge della giungla»
di Gianluca Di Donfrancesco
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Sotto le bordate inferte a colpi di dazi dagli Stati Uniti, vacilla l’intero sistema che regola il commercio mondiale, insieme alla sua incarnazione: la World Trade Organization. Il simbolo della globalizzazione e pertanto uno dei bersagli preferiti della Casa Bianca di Donald Trump. Mai come negli ultimi due anni è stato in discussione il destino dell’organismo con sede a Ginevra, dal 2013 guidato dal direttore generale Roberto Azevedo che ribadisce la necessità di regole condivise per evitare «la legge della giungla».
Che ruolo può avere la Wto in un mondo sovranista?
Quando le cose vanno bene, quando tutti sono per il libero scambio e l’economia mondiale cresce, la Wto è data per scontata. È quando si inizia a vedere questa tentazione verso l’unilateralismo, questo rigetto per il commercio e la globalizzazione, che la Wto diventa più importante. Perché è per questo che il sistema commerciale esiste: per scongiurare queste tendenze. Come accaduto dopo la recessione del 2008: anche allora c’era una spinta verso simili misure, ma il diffuso protezionismo che si temeva non si è materializzato, in gran parte, proprio per l’esistenza della Wto. Oggi, la Wto può aiutare, fornendo le regole che impediscono agli Stati di spingersi troppo in là, per quanto possibile.
Crede sia possibile disinnescare le tensioni commerciali o teme che l’escalation sia inevitabile?
No, c’è sempre la possibilità di fermare l’escalation. Il modo migliore è attraverso il dialogo. C’è spesso la tentazione di prendere la situazione in mano e far da sé, perché aggiustare le cose attraverso un’architettura multilaterale come la Wto richiede più tempo, è più difficile. Ma il sistema multilaterale esiste proprio per evitare le escalation. Le tensioni non svaniranno da sole. Non possiamo incrociare le dita e sperare che tutto vada bene. Dobbiamo impegnarci, far dialogare i leader politici, cercare il modo di allentare le tensioni. Ed è quello che sto facendo.


