La società di progetto è stata denominata Pnt Italia, Piano nazionale telemedicina. Siamo in fase di registrazione del marchio, ma la società è già operativa. L'azionariato riflette la partecipazione di Engineering e Almaviva (quindi al 60 e al 40%) al progetto.
C'è molto movimento nel campo della consulenza It, interessi di fondi esteri, possibilità di acquisizioni. Qual sarà il vostro ruolo?
Riguardo il tema della consulenza It, uno degli investimenti più importanti nell'ambito delle operazioni di M&A ha riguardato l'acquisizione di Be Shaping the Future che abbiamo completato alla fine del 2022. E' una società specializzata in servizi di consulenza in ambito It per quanto riguarda i servizi finanziari, per il mondo delle banche e delle assicurazioni. C'è sicuramente fermento sul mercato per quanto riguarda la parte ‘advisory', la parte riguardante la consulenza, e noi ci siamo mossi per diventare – almeno per quanto riguarda il mondo dei servizi finanziari – una società It che riesca a coprire a 360 gradi le esigenze delle banche e delle assicurazioni. Ricordo anche l'acquisizione di Movilitas fatta a fine 2021 che ci ha portato a costruire a livello mondiale un centro di competenza sul digital manufacturing, una delle aree di espansione più forte nel mondo della tecnologia. Abbiamo realizzato, inoltre, una serie di acquisizioni che in gergo finanziario vengono chiamare tuck in: sono volte ad acquisire competenze specifiche in ambiti tecnologici che ci permettono di rafforzare il nostro posizionamento, quindi in ambito cloud, cybersecurity, dati e intelligenza artificiale. In sostanza, il nostro progetto di M&A prosegue prevalentemente nel mondo delle acquisizioni tuck in che non realizziamo per avere massa critica, ma per acquisire le competenze necessarie. Le acquisizioni di grandi realtà– citavo Movilitas, Be Shaping the Future e, l'ultima, Atlantic Technologies, che sono già di dimensioni più rilevanti – hanno invece il compito di permetterci di coprire ambiti tecnologici o di servizi che non coprivamo ancora pienamente. In sintesi, la nostra filosofia è: crescita organica, ma anche crescita inorganica attraverso queste due tipologie di attività di M&A.
Parlando di crescita, state guardando ad altri campi?
Sì, abbiamo tre assi di sviluppo. Il primo è quello che riguarda i prodotti: essendo Engineering anche un'azienda di prodotto, investiamo per far evolvere le nostre soluzioni proprietarie che rappresentano un asset strategico di sviluppo importante. Il secondo è quello che riguarda la creazione e il consolidamento delle nostre competenze interne: lo facciamo attraverso le operazioni di ricerca e innovazione. Abbiamo investimenti molto importanti in questi ambiti, dove possiamo contare su circa 400 nostri colleghi ricercatori, coinvolti in progetti internazionali e questo ci permette di capire in anticipo quali sono le tecnologie su cui possiamo puntare in futuro: è la preparazione del nostro vantaggio competitivo per i prossimi anni. Il terzo ambito su cui ci stiamo sviluppando, invece, è quello che riguarda la costruzione di partnership molto solide con i global tech champion mondiali, come le aziende piattaforma: gli hyperscaler come Amazon, con cui abbiamo rafforzato la partnership, Salesforce attraverso la acquisizione di Atlantic Technologies, VMWare o la partnership che stiamo costruendo e consolidando con Workday, Oracle, Sap. Vogliamo essere il punto di riferimento più rilevante per i global tech player in Italia. E poi ci sono le attività di M&A di cui parlavo prima.