Quella più «estiva» è lo «zero» che si legge negli incassi 2021 da multe diverse da quelle per eccesso di velocità in luoghi come Roseto Capo Spulico (Cosenza) e Melpignano (Lecce). Guardacaso, il loro territorio è attraversato rispettivamente dalle statali 106 Jonica e 16 Adriatica, con tratti moderni a doppia carreggiata e poco trafficati, dove tenere i 90 all’ora non è facile e negli ultimi anni sono spuntati rilevatori di velocità (anche media, a Roseto) poco visibili.
Incassi milionari e sospetti
Così Melpignano ha rivitalizzato le entrate incassando 4,98 milioni (li avranno usati anche per l’organizzazione della famosa Notte della Taranta?) e Roseto 728mila euro (che si aggiungono agli incassi delle vicine Montegiordano, Rocca Imperiale - già note alle cronache - e Trebisacce).
Stando a quanto dichiarato al ministero, qui i vigili non hanno visto nemmeno una cintura slacciata o un guidatore che parlava al cellulare, parcheggiava in modo vietato, si prendeva una precedenza non dovuta o commetteva qualsiasi altra infrazione stradale. Certo, in casi come Melpignano il traffico urbano è scarso e le strade sono incredibilmente larghe rispetto alla media dei piccoli centri italiani. Ma pare incredibile che i vigili non rilevino infrazioni nemmeno quando sono chiamati a rilevare un incidente. Eppure sono le Polizie locali ad accorrere su oltre il 60% dei sinistri in cui interviene un corpo di polizia.
Così ai più maliziosi viene da pensare che non si voglia multare il parente o l’amico: guardacaso, sulle strade comunali circolano in prevalenza cittadini del luogo, mica turisti o forestieri che viaggiano per lavoro.
Ma i numeri possono nascondere anche altre spiegazioni. Ad esempio, può accadere che, per somma sfortuna, ci siano giudici di pace che annullano in modo seriale tutte le multe in cui non c’è di mezzo un autovelox. Oppure ancora, che la Ragioneria comunale si sia sbagliata nell’inviare i dati al Viminale.