Trasporti

Autovelox, dai margini di errore alla privacy: ecco la nuova “patente di affidabilità”

Martedì è stato firmato il decreto dal ministro Matteo Salvini con i dettagli per l’omologazione dei dispositivi

di Redazione Roma

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Non solo il margine di errore fissato a 3 km/h fino a 100 all’ora. Non solo l’oscuramento automatico dei volti nelle immagini scattate frontalmente. Nel decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che riscrive le regole per l’omologazione degli autovelox compare anche una novità meno evidente: per la prima volta vengono fissati parametri numerici di affidabilità che i dispositivi dovranno rispettare per ottenere il via libera.

La distinzione tra dispositivi approvati e omologati

Sono alcuni dei tasselli dell’atteso provvedimento con cui il Mit prova a dare una risposta al lungo contenzioso sugli autovelox, alimentato negli ultimi anni da una serie di ricorsi e sentenze che hanno acceso il dibattito sulla distinzione tra apparecchi “approvati” e “omologati”. Il decreto introduce una disciplina unica per l’omologazione e definisce nel dettaglio le caratteristiche tecniche che i dispositivi dovranno possedere.

Loading...

I tassi per essere affidabili

Tra le novità c’è appunto quella che può essere definita una sorta di “patente di affidabilità”. Non basta più misurare la velocità. Gli autovelox dovranno dimostrare di raggiungere specifici livelli di prestazione in una serie di funzioni chiave. Il tasso di rilevamento dei veicoli dovrà essere almeno del 90%. La corretta associazione della velocità al veicolo rilevato dovrà arrivare almeno al 95%. La stessa soglia del 95% è prevista per l’acquisizione delle immagini e per il riconoscimento delle targhe. Anche la classificazione dei veicoli dovrà raggiungere il 90%.

Si tratta di parametri che entrano direttamente nelle procedure di prova e che puntano a misurare non soltanto la precisione della velocità rilevata, ma l’intera catena che porta all’accertamento dell’infrazione.

I margini nella rilevazione della velocità

Il decreto interviene anche sul tema dell’accuratezza della misurazione. Durante le verifiche di omologazione, il valore registrato dal dispositivo non potrà discostarsi di oltre 3 km/h rispetto allo strumento campione per velocità fino a 100 km/h. Oltre tale soglia il limite è fissato al 3%. È un requisito tecnico distinto dalla tolleranza applicata alle sanzioni, che resta quella prevista dalla normativa vigente.

Paletti sulla privacy

Infine, un altro capitolo riguarda la privacy. Nei sistemi che effettuano riprese frontali in modalità automatica, le immagini dovranno essere trattate in modo da oscurare automaticamente le persone presenti a bordo prima della validazione dell’accertamento. Parallelamente vengono introdotti requisiti per la protezione dei dati: immagini e informazioni raccolte dovranno essere cifrate e firmate digitalmente per garantirne integrità e autenticità.

Le prescrizioni si estendono anche al software. Nella documentazione di omologazione dovranno essere indicati firmware, programmi utilizzati e codici identificativi delle componenti che elaborano la misura. Eventuali modifiche agli elementi essenziali del sistema potranno richiedere una nuova procedura di verifica.

Upi: «Decreto mette fine a polemiche e contenziosi poco utili»

Esulta l’Unione delle province italiane (Upi). Gli autovelox, secondo il presidente Enzo Lattuca, «sono tra i sistemi più efficaci di controllo e limitazione della velocità, dei veri e propri presidi per garantire la sicurezza e salvare vite. I cittadini devono sapere che chi non rispetta le regole e i limiti imposti dalla legge va sanzionato, ma devono anche essere certi della corretta messa a norma degli strumenti utilizzati. Questo decreto mette fine a una polemica che si trascina inutilmente da anni e che ha causato centinaia di contenziosi poco utili. Finalmente si chiarisce, come sostenevamo, che gli autovelox autorizzati dopo il 2017 non necessitavano di nessun ulteriore procedimento di verifica, mettendo la parola fine sui vecchi contenziosi. Finalmente, ora, le Province hanno tutti gli strumenti necessari per sostituire o omologare i vecchi apparati».

«Ricordiamo- conclude - che gli autovelox vengono installati sui tratti di strada in base ai dati sull’incidentalità, ovvero laddove la sanzione per il superamento del limite di velocità rappresenta un mezzo indispensabile per la sicurezza stradale».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti