Sempre in Piemonte, c’è uno Scout Speed in dotazione alla Asp (Azienda di servizi Pubblici) di Asti, in versione completamente integrata (con cifratura end-to-end dallo strumento al sistema informatico di gestione delle sanzioni) con la piattaforma Titan della Safety21, che tra l’altro consente al multato di vedere online la foto dell’infrazione e ricevere notizie di approfondimento sulle norme violate, le modalità di pagamento e quelle per presentare ricorso. L’integrazione apparecchio-sistema era stata già progettata per essere completamente in regola col nuovo regolamento europeo sulla privact (Gdpr).
Lo Scout sta per arrivare anche a Milano e Rimini. Altri Comuni ai quali la fornitura è in corso sono Vigevano e Tromello (nel Pavese), Villafranca e San Pietro in Cariano (nel Veronese).
Non bisogna comunque pensare che nulla sfugga allo Scout: in condizioni di traffico non scarso, i veicoli possono “coprirsi” l’uno con l’altro. I sistemi di rilevamento fissi della generazione attuale (quelli montati in alto su pali, magari abbinati a spire che sentono praticamente ciascun passaggio su ogni corsia) hanno una “resa” maggiore.
Inoltre, per quanto lo Scout possa funzionare in automatico, quando viene usato in movimento deve essere comunque vigilato con attenzione dagli agenti: bisogna tener conto che, soprattutto su strada extraurbana ordinaria, spesso un limite di velocità locale resta invariato solo per poche centinaia di metri. Quindi bisogna cambiare spesso l’impostazione del limite oltre cui far scattare le sanzioni o pattugliare di continuo solo un tratto breve.
Senza contare che non sempre gli agenti possono essere certi del limite che vige in direzione opposta, per cui si tende a effettuare i servizi solo su pochi tracciati predefiniti e ben conosciuti dai pattuglianti.