Autovelox su Google Maps, potremo davvero evitare le multe?
di Maurizio Caprino
4' di lettura
4' di lettura
Ora che anche Google Maps segnala le postazioni di controllo della velocità, le domande che si pongono sono due. È legale tutto questo? Le segnalazioni sono davvero affidabili? Domande semplici, ma le risposte sono complesse. Senza contare che sta per iniziare un decennio in cui la vita dei guidatori cambierà parecchio, rendendo obsolete anche tecnologie che oggi sono all’ultimo grido. Una delle possibili conseguenze sarà questa: i controlli di velocità potrebbero non avere più tanto bisogno degli attuali autovelox, tutor eccetera.
La legalità
Com’è possibile che in Italia sia contemporaneamente vietato l’uso di dispositivi che segnalino e localizzino i rilevatori di velocità e obbligatoria la presenza di segnaletica che preavvisi ogni postazione di controllo? Sono perlopiù contraddizioni legate al fatto che il Codice della strada viene cambiato a sprazzi, in base agli umori e alle lobby vincenti del momento. A favore della presegnalazione c’è anche l’effetto deterrente: le postazioni che si riesce a mantenere attive sono molte meno di quelle teoriche che vanno presegnalate, anche se, quando (comein Italia) lo scarto è eccessivo e prolungato nel tempo, la segnaletica perde credibilità.
In ogni caso, dal punto di vista giuridico il risultato è complesso. Ci sono casi e sottocasi da considerare. E sono sempre di più: rispetto a quando è stato scritto il Codice della strada, sono arrivati device connessi a internet, come gli smartphone e i navigatori interattivi. Quindi ora è possibile creare community più o meno ampie e segnalarsi i controlli di velocità anche tramite i social network.
L’incertezza è tale che alcuni costruttori d’auto (perlopiù sportive) escludono a priori la funzione «avvisi autovelox» dai navigatori che forniscono di serie sulle proprie vetture. Anche se giustificano questa scelta con una ragione etica e di responsabilità nei confronti di clienti che potrebbero essere portati a esagerare con la velocità, causando gravi incidenti.
Nel caso di Google Maps, per ora non ci sono problemi legali: dalle esperienze di utilizzo che si stanno moltiplicando in questi giorni, pare che le uniche informazioni attualmente disponibili siano quelle sulle postazioni fisse, per le quali non è mai possibile sapere se siano effettivamente in funzione o no.




