Autotrasporto, respinto (per ora) l’attacco dell’Est su tempi di guida e cabotaggio
di Maurizio Caprino
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Dopo mesi di difficili trattative, le nuove regole europee sull’autotrasporto arrivano alla soglia dell’ultimo miglio con un compromesso che elimina i punti più preoccupanti per le imprese del settore italiane e occidentali in genere. In particolare la deregulation su cabotaggio, distacchi degli autisti in Paesi diversi e tempi di guida e riposo. I risultati non sono ancora definitivi: lo diventeranno solo dopo le elezioni europee, perché sono stati “cristallizzati” da un voto dell’assemblea plenaria dell’attuale Parlamento di Strasburgo, che ora cede il testimone al prossimo per la trattativa finale con il Consiglio (che rappresenta gli Stati membri).
La trattativa potrebbe richiedere sei mesi o più. Dopodiché ci sarà un ulteriore voto. Solo allora il pacchetto mobilità - che ha molto impegnato le istituzioni europee nell’ultimo anno e tocca anche altri aspetti importanti come sicurezza, inquinamento e telepedaggi - sarà completo.
Il fatto che si sia arrivati a sforare i limiti temporali della legislatura dimostra che questo era uno dei dossier più delicati. In effetti, c’è una contrapposizione netta tra il blocco “storico” dell’Ovest (dove i costi sono superiori) e quello dell’Est (gli untimi Paesi entrati nell’Unione, che hanno costi più bassi e da anni fanno dumping sociale sfruttando ogni piega delle norme e ogni buco nei controlli per operare anche abusivamente all’Ovest mettendo fuori mercato le imprese locali).
L’attacco su tempi e cabotaggio e la reazione
Nel primo passaggio parlamentare, chiuso dieci mesi fa, si era arrivati a una norma che peggiorava i tempi di guida e riposo e dava più possibilità di impiegare all’Ovest vettori dell’Est.
In sostanza, si sarebbe consentito di sfruttare gli autisti concentrandone il lavoro addirittura su tre settimane consecutive senza sosta e lasciando il riposo”confinato” nella quarta.



