L’impiego all’Ovest di vettori dell’Est, possibile nel cabotaggio, veniva sì limitato, ma con controlli affidati all’introduzione dei cronotochigrafi intelligenti (in grado di registrare non solo tempi e velocità, ma anche la posizione del veicolo, per stabilire se fosse tornato in patria per il tempo prescritto prima di iniziare un nuovo servizio), ma rinviata al 2030.
Di fronte a questo quadro, l’Ovest aveva mobilitato in modo trasversale i suoi europarlamentari: nonostante si tratti dei Paesi fondatori della Ue, la loro rappresentanza non è sufficiente a contrastare un voto compatto del blocco dell’Est.
È scesa in campo con forza anche l’Etf, la federazione sindacale europea dei lavoratori dei trasporti.
Il compromesso attuale
Il primo risultato di questa mobilitazione è che rimangono le vecchie norme sui tempi di guida e riposo sia per gli autisti di camion che per quelli di autobus a lunga percorrenza. Vietato trascorrere il riposo “lungo” in cabina, anche se ci si ferma in aree attrezzate.

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Saranno inoltre introdotti limiti più stringenti per il cabotaggio: dopo tre giorni in un Paese estero, il camion dovrà passare almeno 60 ore nello Stato in cui ha sede. Il tutto accelerando l’applicazione del cronotachigrafo intelligente. Anche sui furgoni, che sono stati riconosciuti come mezzi per praticare dumping sociale in modo meno evidente.