Autostrade per l’Italia non è proprietaria del software Tutor
di Maurizio Caprino
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Autostrade per l’Italia (Aspi) non è proprietaria nemmeno del software del Tutor. Lo dichiara il Tribunale delle imprese di Roma (sentenza 120/2019, depositata il 4 gennaio), pronunciandosi sul secondo fronte (il meno noto) del contenzioso sulla proprietà intellettuale del sistema in grado di controllare anche la velocità media. Una tesi contestata da Aspi, che sta valutando l’impugnazione della sentenza.
Il 10 aprile 2018 la Corte d’appello di Roma aveva sostanzialmente chiuso il primo fronte stabilendo che il gestore autostradale aveva contraffatto il brevetto del sistema, di proprietà di una piccola azienda toscana, la Craft (si veda «Il Sole 24 Ore» dell’11 aprile 2018).
Quella sentenza aveva portato allo spegnimento del Tutor il 20 aprile, poi riattivato parzialmente dal 27 luglio con un sistema nuovo la cui originalità però è contestata anch’essa e sarà al centro di un accesso agli atti al ministero delle Infrastrutture.
La sentenza del 4 gennaio riguarda invece il software del Tutor, che fu sviluppato dall’imprenditore di Latina Alessandro Patanè con due sue società. Patanè lamenta il mancato pagamento della commessa e ha promosso vari contenziosi contro Aspi, anche su questioni di proprietà intellettuale. Ci sono state anche querele presentate da ambo le parti. Aspi ricorda che nella causa decisa il 4 gennaio sono state respinte la querela di falso presentata da Patanè e la sua richiesta di un risarcimento da 7 milioni di euro.
Secondo il Tribunale delle imprese, Aspi e Autostrade Tech (società dello stesso gruppo cui il Tutor era stato volturato con una cessione di ramo d’azienda nel 2010) non hanno dimostrato il «fatto positivo contrario», ossia che la proprietà intellettuale del software del sistema fosse loro o comunque non di Patanè. Infatti, annotano i giudici, si sarebbero limitate a «dichiarazioni assertive in cui si rivendicava la “novità” del software» completamente riscritto nel 2008/2009, dopo che Patanè ha rivendicato le sue spettanze.


