Rimborsi limitati
Quando il processo di ritorno alla gestione pubblica pareva già inarrestabile, Aspi ha introdotto i rimborsi per i disagi causati dai cantieri. Unico caso in Europa (nemmeno le concessionarie controllate da Aspi hanno introdotto il cashback), per rimediare a problemi che probabilmente sono altrettanto unici.
Il cashback concesso dal 15 settembre 2021 ora arriva a regime: si possono chiedere i rimborsi maturati al 31 dicembre 2021. Da aprile via alle domande per i ritardi del periodo gennaio-marzo e così via, di trimestre in trimestre.
La richiesta va presentata, entro un anno, sull’app Free To X, fotografando lo scontrino del pedaggio pagato; possono servire vari tentativi, perché talvolta il sistema di trattamento dell’immagine dell’app, non riuscendo a leggere bene i dati, dà un messaggio di errore. Va pure indicato l’Iban del conto corrente su cui s’intende ricevere l’accredito.
Per chi ha il Telepass e si è registrato sulla app, niente richiesta: arriva un messaggio con l’importo spettante e i soldi vanno sul conto corrente abbinato all’apparecchio (da metà anno arriveranno come sconto in fattura).
Dal 1° dicembre 2021, Aspi dà diritto al rimborso anche per disagi “contenuti” su tratte lunghe, dai 150 chilometri in su. Ad esempio, per ritardi tra i 15 e i 30 minuti, il cashback va dal 5% sui viaggi di oltre 500 km al 20% su quelli tra 150 e 249 km. Oltre i 500 km, il 20% scatta tra 60 e 89 minuti.
Restano tutte le precedenti condizioni, tra cui la riduzione del numero di corsie disponibili. Dunque, niente rimborso per le molte code che si formano nei giorni di alto traffico quando le corsie vengono solo ristrette.