Autostrada del Brennero: Cattoni, valuteremo ipotesi green bond da 1 miliardo
Studio di DLA Piper: Italia attrattiva per gli investitori. L’ad di Autobrennero: «Senza infrastrutture non c’è crescita»
di Luca Orlando
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Autostrada del Brennero valuta l’ipotesi di emettere un green bond che potrebbe «essere anche di una cifra superiore al billion», una volta concluso l’iter del bando ministeriale per il rinnovo della concessione dell’Autostrada del Brennero (A22) e opere connesse per oltre 10 miliardi di euro.
Lo ha spiegato Diego Cattoni, amministratore delegato della società in occasione della sua partecipazione al Festival dell’Economia di Trento al panel ’Infrastrutture: programmazione o improvvisazione’.
Un bond non convertibile, ha spiegato a Radiocor, che «potrebbe essere, se il mercato lo richiede, anche di dimensioni importanti; potrebbe essere, se il mercato lo assorbe, anche di una cifra superiore al billion». La valutazione avverrà «all’esito della concessione» e «la decisione sarà condivisa con i soci: magari valuteremo oltre alla parte con gli istituzionali, anche il retail, per avvicinare anche i territori».
Di recente Autostrada del Brennero ha emesso un prestito obbligazionario non convertibile riservato ai soli investitori istituzionali che ha suscitato un interesse diffuso fra gli investitori, anche privati, con richieste che hanno superato il plafond disponibile.
In occasione del Festival dell’economia un sondaggio di DLA Piper ha fatto emergere la fotografia di un’Italia moderatamente attrattiva. Valutata in modo favorevole per qualità, reputazione, localizzazione strategica e manifattura avanzata. E giudicata un porto sicuro per gli investimenti in specifici settori, flussi dall’estero che nei prossimi cinque anni sono visti in crescita dal 63% del campione, rispetto ad appena il 6% di chi invece li ipotizza in calo. Il sondaggio realizzato da DLA Piper tra la propria rete di avvocati d’affari internazionale sfata più di un luogo comune negativo sul nostro paese, restituendo un quadro fatto più di luci che di ombre. Che naturalmente restano, identificate nella burocrazia, nel peso eccessivo del fisco, nella rigidità del mercato del lavoro.



