«Autobus, per il rinnovo delle flotte è urgente pensare al dopo Pnrr»
Allarme di Federauto: «Malgrado l’importante volume di spesa il parco circolante nel trasporto pubblico locale continua a essere ancora obsoleto»
di Marco Morino
4' di lettura
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«Malgrado l’importante volume di spesa della fase Pnrr, il parco circolante nel Tpl (trasporto pubblico locale) continua a essere ancora obsoleto». Lo dice Maria Fiorentino, vice presidente di Federauto con delega ai bus. Nel 2018, secondo i dati di Asstra, l’età media del parco autobus in Italia era di 12,1 anni, tra le più elevate d’Europa. Nel 2022 è scesa a 10,3 anni, ma l’obiettivo europeo è ridurre l’età media del parco circolante degli autobus urbani a 7,5 anni nei prossimi 15 anni. L’87% dei bus in circolazione nelle città italiane è alimentato con il diesel, il 9% con metano e Gpl, il 3% sono mezzi ibridi e a zero emissioni (infine c’è un 1% di altre alimentazioni). Secondo le associazioni del Tpl (Asstra, Agens e Anav) «è urgente una revisione dei finanziamenti al settore». Continua Fiorentino: «È necessario iniziare a concepire un nuovo strumento normativo in grado di assicurare un flusso di finanziamenti costante, adeguato e accessibile per il rinnovo del parco autobus di linea, che vada in continuità con il Piano strategico per la mobilità sostenibile Tpl attualmente in vigore».
«Siamo, infatti, alla vigilia del secondo flusso quinquennale dei fondi del Piano strategico e della ripresa dell’obbligo di cofinanziamento da parte degli enti locali», aggiunge la vice presidente di Federauto «e i dati sull’immatricolato dei bus in servizio Tpl del primo trimestre 2024, mostrano che il mercato risponde bene sulla tecnologia Bev (elettrici a batteria, ndr) – l’unica sostenuta dal Pnrr – per il rinnovo delle flotte in ambito urbano, mentre la tecnologia Cng/Bio-Cng (metano, biometano) è quella che sta risultando preferita dalle aziende per l’esercizio delle linee interurbane e suburbane». «Questo - conclude Fiorentino - significa essenzialmente due cose: la prima è la necessità di orientare la cornice di pianificazione delle risorse per gli investimenti verso la pluralità tecnologica, lasciando libertà di scelta alle aziende in relazione alle missioni di linea previste dai contratti di servizio; la seconda è la necessità di una governance complessiva – con la relativa definizione delle future risorse per gli investimenti – che metta nelle condizioni le aziende Tpl di rispettare le scadenze definite dai regolamenti Ue per i target di decarbonizzazione, che sono particolarmente sfidanti e specifici per il settore degli autobus di linea».
L’algoritmo
In questo senso, Asstra (associa 141 aziende che rappresentano il 75% del mercato Tpl in Italia) ha definito uno strumento che, grazie a un algoritmo, consente agli operatori del Tpl e ai decisori pubblici di quantificare le risorse necessarie per gestire il processo di transizione energetica. «Uno strumento a disposizione delle singole aziende di trasporto e delle istituzioni, utile in ottica di sviluppo delle flotte, organizzazione aziendale e programmazione economica» sottolinea il presidente di Asstra, Andrea Gibelli.
Per quanto riguarda il fabbisogno finanziario, Gibelli chiarisce: «Solo per gli investimenti relativi al rinnovo delle flotte autobus, al netto dei costi di gestione, servono circa 700 milioni di euro annui per i prossimi quindici anni». Un volume di risorse colossale, circa 10,5 miliardi, che esige un’adeguata copertura per evitare che gli obiettivi fissati dall’Europa sulla transizione ecologica restino sulla carta.
I casi di Milano e Bologna
Con la transizione all’elettrico, le aziende del Tpl hanno compiti del tutto nuovi e devono confrontarsi anche con le innovazioni tecnologiche che si susseguono a ritmo sempre più veloce. Vediamo i casi di Milano e Bologna. Atm Milano, impegnata nella conversione dell’intero parco autobus (1.200 veicoli, ancora in maggioranza endotermico) al full electric, spiega che non esiste una soluzione unica, «ma ogni linea è un sistema e diverse possono essere le alternative: ad esempio per le ricariche delle batterie, che possono avvenire nei depositi di notte o lungo linea attraverso stazioni di ricarica, e tutte queste scelte implicano che si operi in una logica di sistema». Atm è controllata al 100% dal Comune di Milano. Il piano full electric di Atm prevede un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro per nuovi veicoli e infrastrutture. Per il solo rinnovo della flotta l’investimento è di 800 milioni di euro, di cui 293 milioni di euro da finanziamenti pubblici già completamente spesi e contrattualizzati.




