Auto da sogno in vetrina a Villa d’Este: quando il passato incontra il futuro
L’edizione 2025 del Concorso d’Eleganza sul Lago di Como ha visto sfilare vetture straordinarie e ricche di storia.Bmw, sul palcoscenico organizzato dalla divisione Classic, ha svelato Speedtop da 500mila euro, la M2 Cs e la superbike Concept RR
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CERNOBBIO (COMO)
Un viaggio tra passato, presente e futuro di Bmw, e della storia dell’automobile. Il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este a Cernobbio anche nell’edizione 2025 ha dimostrato di essere un momento immancabile per il mondo dell’heritage con vetture straordinarie in esposizione nella due giorni tra il 23 al 25 di maggio sul Lago di como tra Villa d’Este, appunto, e Villa Erba, nella parata dove rare glorie del passato si sono contese il titolo Coppa d’Oro e Best of the Show. Ma non solo, la kermesse lariana, organizzato da oltre vent’anni dalla divisione Classic del gruppo Bmw ha nei fatti, tra tentativi di emulazione e iniziative collaterali, creato con il parallelo FuoriConcorso una sorta di Woodstock dedicato agli appassionati dell’automobile che sia nuova, young timer o decisamente d’epoca. Una dimostrazione del ruolo culturale, storico e sociale dell’auto, che al contrario dello storytelling che la vuole far diventare un mobility device o una sorta di smartphone su ruote è tutt’altro: design, emozione, sogno e ingegneria raffinata.
Il titolo Coppa d’ora per la prima volta è andato a una Bmw: lo ha vinto infatti la leggendaria roadster 507 e in particolare è stato premiato un esemplare di proprietà del collezionista americano Dirk de Groen.
Disegnata da Albrecht Graf von Goertz, la 507 esibisce carrozzeria elegante e bilanciata, abbinata a un motore V8 da 3,2 litri, la rese un’icona da un giorno all’altro. Purtroppo, gli astronomici costi di produzione dell’auto si rivelarono eccessivi Bmw e la bella spider fu prodotta in a sole 254 unità tra 1956 e 1960.
Il premio Best of The Show, il più prestigioso dei riconoscimenti assegnati dalla giuria del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, è invece stato attribuito alll’Alfa Romeo P3 (o Tipo B) del 1933. Questa speedster ha, all’epoca ridefinito il concetto di Grand Prix. Disegnata dal designer Vittorio Jano, la vettura è la prima vera auto da corsa monoposto. Di fatto era stata concepita stata inizialmente concepita come una diretta evoluzione diretta di un’altra Alfa Romeo leggendaria, la 8C 2300 Monza. La Tipo B (P3) è stata al centro di uno storico scambio con lo storico passaggio dal brand del Biscione, che l’aveva prodotta alla Scuderia Ferrari Corse.










