Auto sempre più care e volumi in discesa
di Pier Luigi del Viscovo
2' di lettura
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Le macchine costano di più e circa 300mila italiani che non possono permettersele sono usciti dal mercato. Alcuni hanno ripiegato sull’usato, effetto Cuba, e altri hanno spostato in avanti la sostituzione, ché di questo si tratta, tanto quella che hanno funziona ancora bene, pur senza l’ultima connessione bluetooth.
Prima del Covid in Italia si immatricolavano 1,9 milioni di auto e due su cinque, ossia 800mila, avevano un listino sotto i 20.000 euro. Lo scorso anno sono state una su cinque, pari a 300mila unità, e il mercato ha assorbito complessivamente 1,6 milioni. In pratica, mezzo milione di vendite in meno in fascia bassa hanno tirato giù il mercato di 300mila unità, mentre altri 200mila clienti si sono spostati verso modelli più costosi. La fascia over 35.000 euro di listino vendeva 280mila pezzi nel 2019 e lo scorso anno ha raddoppiato, nonostante un mercato più basso del 16%.
Dall’analisi del valore del Centro Studi Fleet&Mobility emerge come il prezzo medio pagato dagli italiani, al netto di sconti e incentivi, sia passato dai 21.000 euro del 2019 ai quasi 29.000 del 2023. L’operazione sui listini e sugli sconti avrà pure scremato i volumi di 300mila unità, tanto da far gridare a tanti che il mercato sarebbe in crisi, ma nella realtà la spesa per immatricolare auto nuove è balzata da 40 miliardi prima del Covid ai 46 dello scorso anno. Ci vuole una bella faccia tosta a definire in crisi un mercato che fattura il 15% in più.
La semplice verità è che i costruttori hanno preferito vendere auto più costose dove guadagnano di più e come è scritto nei manuali di economia i volumi sono crollati. Lo desideravano da tempo: chi non vorrebbe vendere meno e guadagnare di più? Perché adesso? Perché non possono dare ai clienti tutte le auto termiche che chiedono. Se l’avessero fatto sarebbero stati bastonati dalle multe della Commissione, che imponeva che almeno un’auto su dieci fosse elettrica. Dal prossimo anno, due su dieci. I volumi caleranno ancora.


