Ecobonus

Auto, raddoppiano gli incentivi green. Tutti i nodi del settore in 7 punti

Si apre un mese chiave per le prospettive del settore automotive: primo atto la riunione convocata domani al ministero

di Carmine Fotina

Pichetto, auto: non solo elettrico, ma anche biocarburanti e idrogeno

6' di lettura

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L’eco-bonus per l’auto sarà più che raddoppiato nella prossima edizione, ma le risorse per la filiera per ora restano congelate. E nel frattempo sembra ancora una montagna da scalare il patto con Stellantis per aumentare la produzione italiana, con il ministero delle Imprese e del made in Italy che ha lanciato un amo a possibili investitori cinesi (Byd, Chery, Great Wall Motors e prima ancora Tesla) anche per prospettare al gruppo di Carlos Tavares una scomoda concorrenza. È su queste basi che si apre un mese chiave per le prospettive del settore automotive: primo atto la riunione convocata domani al ministero.

1) I TEMPI

Almeno un mese per il via libera

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Domani il ministro Adolfo Urso presiederà una riunione allargata del Tavolo automotive. Parteciperanno rappresentanti delle associazioni di produttori, dei sindacati, delle Regioni che ospitano stabilimenti, ma anche delle concessionarie, dell’autonoleggio e delle società di leasing, oltre a singole aziende: Stellantis in primis, presente non con il Ceo Tavares ma con il senior vice president corporate affairs per l’Italia, Davide Mele. Sarà la sede per presentare il nuovo piano eco-bonus, anticipato da Urso in un’intervista al Sole-24 Ore del 20 dicembre.

La bozza del Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) è praticamente pronta e, dopo il passaggio con le categorie, potrà essere sottoposta alla Corte dei conti. L’obiettivo del ministero è dare il via alla nuova campagna nell’arco di un mese anche se, considerati i precedenti, potrebbe occorrere un po’ più di tempo. Dopo il Dpcm che varò gli incentivi del 2022 trascorsero 40 giorni per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e una decina di giorni ulteriori per la messa a punto definitiva della piattaforma di prenotazione (attraverso il sito www.ecobonus.mise.gov.it), la stessa che dovrebbe essere utilizzata per la nuova tornata. Si potrebbe dunque ragionevolmente arrivare a metà-fine marzo.

2) I BONUS IN VIGORE OGGI

Massimo 5mila euro per un’auto elettrica

Fino al varo della nuova campagna saranno in vigore gli incentivi che erano stati definiti da un Dpcm del 2022. Un doppio binario che può generare confusione tra gli acquirenti ma che è stato ritenuto indispensabile dai tecnici del ministero per non creare un vuoto di mercato. Lo scorso 23 gennaio, dunque, sono stati riaperti i termini per le prenotazioni da parte dei concessionari. Per le auto il contributo massimo è di 5mila euro (auto elettriche nella fascia 0-20 g/km di CO2) con rottamazione di una vettura da Euro 0 a Euro 4. Per i veicoli commerciali e industriali il massimo è 14mila euro (modelli tra 7 e 12 tonnellate) rottamando tra Euro 0 e Euro 3. Chi acquista ora moto e ciclomotori a due, tre o quattro ruote può beneficiare al massimo di 4mila euro per un modello elettrico, fino al 40% del prezzo d’acquisto, con rottamazione da Euro O a Euro 3.

3) I BONUS IN ARRIVO

Fino a 13.750 euro con Isee sotto 30mila euro

Chi aspetterà la nuova campagna potrà ottenere eco-incentivi più alti. L’importo sarà più generoso per chi rottama e salirà progressivamente in base a quanto vecchio e quindi inquinante è il veicolo da consegnare. Ovviamente conta anche quanto è “green” la nuova vettura. Il massimo, 11mila euro, si può ottenere acquistando un’elettrica (fascia 0-20 g/km di CO2) rottamando un Euro 2. C’è un’ulteriore maggiorazione per le persone fisiche con Isee sotto i 30mila euro: in questo caso l’eco-bonus sale di un altro 25%, a 13.750 euro. Confermati i tetti di prezzo già in vigore: si potranno acquistare modelli fino a 35mila euro (Iva esclusa) nelle fasce 0-20 e 61-135 e fino a 45mila euro per le ibride plug-in (21-60). Sarà prevista una corsia di favore per i clienti con Isee sotto 30mila euro che potranno rottamare anche vetture Euro 5, a patto di acquistare un modello elettrico o plug-in. Una novità, infine, è l’apertura all’acquisto dell’usato - 2mila euro, fino a 160 g/km di CO2, e con prezzo fino a 25.000 euro - se accompagnata dalla rottamazione di un auto fino a Euro 4. Per i veicoli industriali si arriverà invece fino a 18mila euro (modelli elettrici e a idrogeno) rottamando da Euro 0 a Euro 4. Ancora aperto il discorso per moto e scooter, con importi e tipo di alimentazione che saranno decisi quando sarà definitivo il calcolo delle risorse disponibili.

4) LE RISORSE

Dato in aggiornamento sulla piattaforma Mimit

La dote a disposizione non si può ancora determinare con certezza. Si parte da 860 milioni. Un punto fermo sono 330,2 milioni di avanzi degli anni scorsi. Poi c’è la dote 2024, pari a 640 milioni (di cui 570 per le auto, 20 per i veicoli commerciali e 50 per moto e ciclomotori), ma bisognerà vedere in che misura sarà erosa dagli incentivi attualmente in vigore. Il contatore della piattaforma ecobonus.mise.gov.it, aggiornato a ieri, dice che siamo già scesi a 531,2 milioni di cui 471,6 milioni per le auto (compresi 22 milioni riservati agli operatori dell’autonoleggio). Va inoltre considerato che si tratta di prenotazioni e quindi solo a operazione conclusa e contabilizzata si avrà certezza delle risorse effettivamente consumate. Con i fondi del 2024, il governo avrà utilizzato 2,66 miliardi del Fondo automotive da 8,7 miliardi complessivi fino al 2030 stanziato con il decreto Energia del 2022. Finora solo 750 milioni sono andati a interventi per sostenere la filiera produttiva, dai contratti di sviluppo agli accordi di innovazione. Ulteriori misure in questo campo sono ferme da oltre un anno, anche perché si attende di chiudere il tavolo automotive e, soprattutto, l’intesa con Stellantis sui livelli produttivi. È chiaro che un accordo con il gruppo, cui è legata gran parte della componentistica nazionale, orienterebbe in modo netto il confezionamento dei nuovi strumenti di agevolazione.

5) LEASING SOCIALE

Spinta alle flotte con occhio al made in Italy

Una precisazione va fatta per le persone giuridiche, come le società di autonoleggio. Lo schema dei nuovi ecobonus, che scatteranno con l’entrata in vigore del prossimo Dpcm, prevede che (ad eccezione dei concessionari auto) possano accedere all’agevolazione per le fasce 0-20 e 21-60 di g/km di CO2 ma non per quella meno “green” tra 61 e 135.

Tra le novità in arrivo, c’è poi il cosiddetto leasing sociale. Si tratterà di un contributo alle persone fisiche che stipulano un contratto di noleggio a lungo termine per la locazione di durata non inferiore a 3 anni di uno dei veicoli agevolabili. L’entità del contributo, i criteri e le modalità operative - compreso il tetto Isee che verosimilmente sarà applicato - saranno definiti con un decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy entro 120 giorni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm. Secondo i tecnici del ministero è questa la misura, da avviare per ora in fase sperimentale, più pro “made in Italy” perché potrebbe spingere l’obiettivo di sostenere la produzione italiana, considerate le quote di alcuni modelli Stellantis in questo particolare mercato.

6) I VOLUMI PRODUTTIVI

In salita l’asse con Stellantis

Lo scontro tra governo e Stellantis deflagrato con le frasi pronunciate durante il question time alla Camera la scorsa settimana dalla premier Giorgia Meloni - che ha ricordato lo «spostamento della sede fiscale all’estero» e ha definito una finta fusione quella «tra il gruppo italiano Fca e il gruppo francese Psa» perché in realtà si è trattato di «un’acquisizione da parte francese» - sono in realtà il seguito di una campagna avviata da Urso diversi mesi fa. Già prima dell’estate il ministro aveva parlato di una «tenaglia» francese che stringe Stellantis. Eppure il dialogo con il gruppo, con difficoltà, è andato avanti. Urso ha incontrato due volte il Ceo Tavares e due volte John Elkann, presidente di Stellantis, ma l’obiettivo di un accordo sui livelli produttivi da firmare già entro la fine dell’estate è svanito dopo che un’ipotesi di schema messa a punto dal ministero con l’azienda, secondo quanto risulta al Sole-24 Ore, è stata accantonata o quantomeno congelata in seguito ad alcuni rilievi giunti direttamente da Palazzo Chigi. La riunione sugli incentivi di domani è un’ulteriore tappa, non la conclusione.

7) INVESTITORI ESTERI

Sondaggi con Tesla, Byd, Chery, Great Wall

Il governo continua a mettere nel mirino una produzione negli stabilimenti italiani da 1 milione di vetture - tra auto e veicoli commerciali - entro il 2028, circa 250mila in più dell’ultimo dato, puntando in particolare su Pomigliano, Cassino e Melfi. Ma resterebbero distanze, ad esempio sulle date e sulle politiche di contesto che secondo Stellantis l’esecutivo dovrà garantire. E anche i riferimenti sempre più frequenti, da parte del ministro, a nuove case costruttrici interessate a produrre in Italia vanno interpretati alla luce di questa complessa partita a scacchi. Prima dell’estate il governo ha trasmesso a Tesla, il produttore di auto elettriche guidato da Elon Musk, un documento che riepiloga i potenziali punti di forza dell’Italia per ospitare un investimento. E nei mesi scorsi dirigenti del Mimit hanno accompagnato rappresentanti di tre costruttori cinesi dell’elettrico - Byd, Chery e Great Wall Motors - a visitare possibili sedi per investimenti al Sud. Ma a dire il vero va ancora ben decifrato a che cosa potrebbero (il condizionale è obbligatorio) mirare gli interlocutori, se a un vero investimento produttivo o piuttosto a operazioni di logistica/distribuzione o accordi con operatori nazionali per la fase di assemblaggio.

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