Lo studio Bcg stima che in Europa il costo medio di un sinistro (con soli danni ai veicoli) sia aumentato del 4% annuo nel periodo della pandemia e che in Italia sia quest’anno sia nel prossimo crescerà ancora: come minimo del 4,5% annuo, che potrebbe diventare il 7% nello scenario peggiore (non irrealistico, data la guerra in corso). Nel 2024 e 2025 dovrebbe esserci un raffreddamento che farebbe rientrare gli aumenti fra il 2,5 e il 4 per cento.
Tutte cifre riprese il 18 maggio dall’Anapa, sindacato di agenti assicurativi, che ha paventato i rischi collegati ai rincari della Rc auto: spinta alla ricerca indiscriminata della polizza più conveniente sul web e maggior evasione dell’obbligo assicurativo.
Nel frattempo, il comparatore Facile.it ha rilevato da gennaio ad aprile 2022 sul suo campione di clienti prezzi più alti del 3,7 per cento. Vedremo se ciò sarà confermato su un campione più significativo dai prossimi dati ufficiali, quelli dell’indagine trimestrale Iper dell’Ivass (l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni), attesi a breve.
Che cosa pesa sulla polizza
I dati Bcg vanno valutati alla luce del fatto che i costi dei ricambi incidono per appena il 15,3% su quelli totali dei sinistri. Lo fa notare l’associazione di consumatori Konsumer Italia, sulla base dei dati pubblicati dall’Ania (l’associazione delle compagnie).
Su questa base, l’associazione ha calcolato l’impatto sui costi complessivi dei sinistri (e quindi, di fatto, sui prezzi delle polizze) dei maggiori costi per ricambi stimati da Bcg: +1,05 per cento.