Auto: l’Italia perde il 2,7% di immatricolazioni ad agosto, in autunno incentivi per le bev
I volumi del mese scorso contribuiscono alla contrazione delle vendite da inizio anno del 3,7% - Fiat recupera terreno nel mese, Byd balza all’1,3% di quota di mercato
2' di lettura
2' di lettura
Un altro mese difficile per il mercato auto italiano che ad agosto, complice forse l’attesa per gli incentivi destinati alle auto elettriche, mette a segno il quarto calo mensile consecutivo nelle immatricolazioni, scese a quota 67.272, con un calo del 2,68% rispetto allo stesso mese del 2024. Con questo andamento altalenante il consuntivo dei primi otto mesi del 2025 chiude, sottolinea il Centro Studi Promotor, con un calo del 3,68%.
Il mercato italiano è reduce da un mese di luglio a -5,11% preceduto da un -17,44% in giugno (a confronto con il mese degli incentivi nel 2024) e da un -0,16% in maggio, mentre dei progressi aveva segnato aprile (+2,71%) e marzo (+6,22%) dopo però i risultati negativi di gennaio e febbraio. Con questi risultati, il divario rispetto ai volumi pre-Covid aumenta e si attesta sul -21,5% di immatricolazioni rispetto al 2019.
In questo contesto, in casa Stellantis il marchio Fiat recupera il 30% dei volumi nel mese sul mercato domestico e riduce a -9,7% la contrazione nell’intero periodo rispetto al 2024. Vanno bene le vendite anche di Citroen, che raddoppia i volumi, e Alfa Romeo mentre soffrono Peugeot, Opel e Jeep.
Volkswagen cede quasi l’8% nel mese e cede il 5,5% da inizio anno. Tra i brand lusso, archiviano un mese negativo Audi, Bmw, Mercedes e Volvo mentre tra i new comer, Byd triplica i volumi e sale all’1,3% di quota di mercato, MG cresce del 12% contribuendo, con il risultato di agosto, a superare quota 3,3% nell’intero periodo. Tesla scende sotto l’1% da inizio anno.
Nelle prossime settimane arriveranno i nuovi incentivi - risorse per 600 milioni - destinati al sotegno alla mobilità elettrica, con obbligo di rottamazione di auto usate e tetti Isee per stanziare gli aiuti. Esprime dubbi sull’efficacia della misura Gian Primo Quagliano, a capo del Centro Studi Promotor. «Uno degli effetti della crisi che il nostro paese non ha ancora superato è che a fronte di un mercato dell’auto nuova in grande difficoltà vi è un mercato dell’auto usata che gode di ottima salute. I numeri parlano chiaro - sottolinea Quagliano -. Nonostante la crisi in atto tra il 2019 e il 2024 le auto circolanti sono aumentate di 1.795.284 unità, con una crescita delle auto usate che sono diventate l’unica possibilità di comprare un’auto per un numero crescente di persone».









