Auto a guida autonoma: il futuro è nella comunicazione tra le macchine e gli umani
Mercedes ha creato un prototipo che dialoga anche con le luci come Kitt, l'auto parlante dei telefilm, e si presenta come modello per accettare i veicoli a guida autonoma
di Giulia Paganoni
2' di lettura
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Le auto a guida autonoma comunicano tra loro e con l'infrastruttura, ma l'essere umano è sempre in allerta. Come fare per capire se quando stiamo attraversando la strada l'auto davvero ci ha visti e si ferma? Le strade dovrebbero popolarsi di Kitt, la famosa auto parlante dei telefilm anni 70?
Gli assistenti vocali permettono (in alcuni casi) di interagire con il mezzo per gestire le diverse impostazioni di bordo, come nel caso dell'avanzato Mbux della stella a tre punte. Ma quando si tratta di auto a guida autonoma (oggi solo assistita) rientra anche il riconoscimento e l'accoglienza a livello sociale di questi mezzi. Se prima con un cenno del conducente si poteva capire che si sarebbe fermato sulle strisce pedonali per farci attraversare, con le auto a guida semovente come si fa a capire le sue intenzioni?
Mercedes ha messo a punto un prototipo della cooperative car, auto che con luci a led turchesi visibili anche con il sole comunica con i passanti. Per gli ingegneri di Stoccarda, empatia e fiducia sono fattori indispensabili per accettare i veicoli a guida autonoma. Per aver fiducia nella vettura, è necessario comprendere immediatamente e in modo intuitivo come questa stia per agire.
La cooperative car è basata sulla Classe S e presenta alcune peculiarità, prima tra tutte, la struttura stampata in 3D sul tetto. L'auto è dotata di un sistema di segnalazione luminosa a 360 gradi che anticipa agli utenti della strada le azioni della vettura. Per esempio, le luci turchesi indicano se l'auto è in modalità autonoma, se sta accelerando o frenando e se sta per partire. Inoltre, se si gira intorno al veicolo si nota che le luci sul tetto seguono i nostri movimenti con dei puntini luminosi a garanzia che ci ha visti.
Nel corso del processo, soltanto le persone o i ciclisti, la cui traiettoria coincide con quella della vettura, vengono allertati tramite segnali luminosi. In questo modo, la cooperative car ricrea il contatto visivo naturale che si sarebbe instaurato tra guidatore e pedoni.


