Transizione

Auto elettriche, ad aprile sono l’8,5% delle immatricolazioni

In Italia quota che vale quasi il doppio rispetto a pochi mesi fa, sebbene ben sotto la media europea che supera del 21,8%)

di Filomena Greco

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Dopo un 2025 che ha registrato un calo delle immatricolazioni in Italia del 2,2%, il primo quadrimestre dell’anno fa segnare un recupero nei volumi, anche grazie all’effetto lungo degli incentivi assegnati in autunno. Il mese di aprile ha chiuso a +11,6% e porta il quadrimestre in terreno positivo rispetto al 2025 del 9,8%.

Per il mercato italiano si tratta del quinto mese con risultati in crescita, merito ancora degli incentivi che da un lato hanno mantenuto vivace la performance delle immatricolazioni, dall’altro hanno permesso alle auto full electric di raggiungere nel mese l’8,5% delle immatricolazioni, quasi il doppio rispetto a pochi mesi fa, sebbene ben sotto la media europea che supera il 20% (21,8%).

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In questo contesto, continua la marcia di Stellantis che nel mese recupera il 13,6% di volumi, il 15% da inizio anno: immatricolazioni trainate dai marchi Fiat (+31%) e Opel (+19%, +8% da inizio anno), mentre gli altri registrano risultati negativi. Un discorso a parte merita Leapmotor, il brand cinese “adottato” dal gruppo guidato da Antonio Filosa che nell’arco di un anno è balzato vicino a quota 3% di market share.

La spinta sulle motorizzazioni elettriche sul mercato italiano, poi, ha portato volumi a tutte le case cinesi: sommando il market share in Italia superano il 12%. A voler trarre qualche indicazione dall’andamento dei primi quattro fatto che il mercato auto italiano sta riducendo le distanze rispetto al 2019 e che i modelli elettrici stanno recuperando terreno. La sfida a questo punto è duplice e riguarda la capacità del mercato domestico di restare tonico, anche con la fine degli effetti degli incentivi di ottobre, ma anche la volontà dei consumatori di continuare a scommettere sui modelli full electric anche senza sostegni alla domanda ma, forse, con una maggiore possibilità di scelta sul mercato.

Il confronto con la situazione ante-pandemia è ancora fortemente negativo, come fa notare il Centro Studi Promotor, con un gap del 10,2% che si è comunque dimezzato rispetto alla fine dello scorso anno. Dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal centro su un campione di concessionari emerge però che soltanto l’11% prevede per i prossimi trequattro mesi un aumento delle immatricolazioni, mentre il 56% si aspetta stabilità e il 33% diminuzione delle vendite. Proiettando le vendite del periodo gennaio-aprile sull’intero anno si ottiene un volume di immatricolazioni pari a 1.631.266 auto, con un incremento del 6,9% sul 2025 ma con ancora un pesante 14,9% in meno sul 2019.

Più caute le previsioni di Unrae (case estere in Italia): «Il deterioramento del quadro macroeconomico porta a ricalibrare in riduzione di 10mila unità la stima del mercato vetture 2026, con un volume di 1.530.000 immatricolazioni a fine anno», scrive in una nota. Sul mercato italiano mantiene una buona performance il gruppo Volkswagen mentre Renault paga i cattivi risultati di Dacia e perde da inizio anno l’8,8% dei volumi . Le case cinesi corrono sul mercato italiano, con il quasi 3% di quota in capo a Byd, con Mg che sfiora il 4% di market share e con il buon andamento anche di Omoda Jaecoo che si attesta intorno al 2% delle immatricolazioni totali. Tesla, tra le elettriche pure, cala nel mese condizionando la ripresa dei volumi del quadrimestre.

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