Da chi conviene acquistare una wallbox?
Le opzioni sono infinite. Ma ovviamente bisogna verificare che si tratti di un prodotto valido per le nostre esigenze, con una particolare attenzione anche alle procedure necessarie per l'installazione. In genere, per praticità, la wallbox si acquista da chi ci fornisce l'energia o anche da chi ci vende l'auto. E' un mercato simile a quello dei telefonini, il percorso di acquisto dispone di offerte continue. Ci vuole pazienza nel confrontare i vari listini, partendo da una base logica quella delle nostre esigenze. Da considerare che ormai molte case automobilistiche offrono anche di serie la wallbox al momento dell'acquisto.
Quanto costa predisporre una ricarica a casa?
Molto dipende dalla capacità del pacco-batterie che si misura in kWh paragonabile al serbatoio di un'auto che si misura in litri. Più la macchina è grande, più serve un pacco-batterie di dimensioni importanti. Tenendo presente che, in genere, con un kWh si percorre da un minimo di 4 km, per i modelli più esigenti o fino ai 7-8 km per le più virtuose. I pacchi-batterie vanno dai 18 kWh di una Smart EQ ai 100 della Tesla Model S. A 20-22 centesimi per kWh costa meno di 4 euro per la Smart o più di 20 per Tesla che necessita di caricatori più veloci che costano da 33 centesimi per ogni kWh prelevato.
Quanto tempo serve per completare la ricarica?
Tutto dipende da quanta energia ci serve e dalla potenza a cui ricarichiamo. Tenendo presente che le batterie non assorbono l'energia in modo del tutto omogeneo: quando il riempimento supera l'80%, infatti, l'immissione di energia è molto più lenta. Così come è quasi del tutto raro che si faccia il pieno: in genere ci si ferma per appunto all'80% così come per prudenza non si scende mai sotto il 20%. Su un'auto media con 40 kWh di pacco-batterie riportare dal 20 all'80% l'energia stivata con un impianto che carica a 6 kW può richiedere 4 ore. Serve più del doppio con un impianto da 3 kW.
Ci sono incentivi per l'acquisto di una wallbox?
Naturalmente sì, ma a differenza degli incentivi sempre più erogato per le vetture green come le elettriche al momento dell'acquisto di una nuova auto seguono il percorso del credito d'imposta. In pratica sono del tutto assimilati ai normali interventi ad esempio di ristrutturazione edilizia. Quindi danno diritto a uno sconto fiscale del 50% sul costo dell'intervento, recuperabile in 10 anni in dichiarazione dei redditi. Ma c'è una novità che ha finito col sorprendere un pò tutti è che sono stati esclusi gli impianti di ricarica domestica più comuni, cioè quelli che normalmente erogano una potenza standard di 3 kW.
Per garantirsi sempre l'incentivo cosa fare?
Quanti, con potenza contrattuale a 3 kW, volessero dunque installare una wallbox a casa ma accedendo all'incentivo dovrebbe richiedere al fornitore l'aumento della potenza contrattuale fino a 7 kW. Montando di conseguneza anche un caricatore della stessa potenza. Da considerare, infine, che l'incentivo copre non soltanto le spese di acquisto della wallbox, ma anche quelle per installazione del caricatore, oltre naturalmente agli oneri di adeguamento contrattuale. Un incentivo, dunque, da considerarsi del tipo chiavi in mano in grado pertanto di tenere conto dell'intero processo di installazione.