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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Anna Abagnale e Benedetto Santacroce
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È prossima alla scadenza l’autorizzazione concessa all’Italia che ha finora consentito di limitare al 40% il diritto alla detrazione dell’Iva sulle auto. Il 31 marzo è il termine ultimo entro cui l’Italia potrà richiedere alla Ue una nuova proroga per la indetraibilità parziale sulle auto date in uso promiscuo ai dipendenti. E il ministero dell’Economia sta lavorando alla richiesta: probabilmente conterrà le stesse condizioni attuali. Potrebbe essere presentata anche dopo il 31 marzo: il regime attuale scade a fine anno.
Infatti, con la Decisione di esecuzione 2019/2138, il Consiglio europeo aveva prorogato fino al 31 dicembre 2022 l'esercizio limitato della detrazione Iva su acquisti e importazioni di veicoli stradali a motore che non rientrano nell'oggetto della propria attività d'impresa.
La questione era nata da una sentenza della Corte di giustizia Ue, sul caso Stradasfalti (causa C-228/05), che spinse a modificare l’articolo 19-bis1, comma 1, lettera c) del Dpr 633/1972. Questa norma, illegittimamente, contemplava al riguardo un’ipotesi di indetraibilità oggettiva.
Secondo la Corte, la direttiva Iva non autorizza gli Stati membri ad escludere alcuni beni dal regime delle detrazioni senza previa consultazione del Comitato Iva.
Né li autorizza ad adottare provvedimenti che escludano alcuni beni dal regime delle detrazioni di tale imposta ove siano privi di indicazioni quanto al loro limite temporale e/o facciano parte di un insieme di provvedimenti di adattamento strutturale miranti a ridurre il disavanzo di bilancio e a consentire il rimborso del debito pubblico.