Mobilità

Auto, crescono noleggio e privati che scelgono una alternativa al possesso

Ma nel primo primo trimestre le immatricolazioni calano del 4,3% nel Lungo Termine - Presidente Folonari: «La delega fiscale deve correggere il tiro»

di Filomena Greco

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Un mercato cresciuto ancora, “forte” di un milione e mezzo di veicoli in flotta, il 34% delle immatricolazioni del 2025 - pari a 526.500 registrazioni, l’11% in più rispetto al 2024 - e un giro d’affari pari a 17 miliardi. Sono i numeri del Rapporto annuale di Aniasa, l’associazione di Confindustria che riunisce le società di noleggio. Il primo quadrimestre dell’anno però registra qualche rallentamento nelle immatricolazioni - meno 4,3% per il Lungo Termine - e una crescita importante dei brand cinesi che conquistano nel comparto una quota del 20% ad esempio nel Noleggio a breve termine.

I numeri dunque restano buoni, ma il potenziale di questo comparto, soprattutto sulla capacità di favorire un rinnovo graduale del parco circolante, è frenato da una fiscalità disallineata rispetto ai principali mercati europei. Il dialogo con l’Esecutivo su questo punto, sulla possibilità dunque di allegerire la normativa con la Delega fiscale, va avanti da mesi senza risultati. Ora il cantiere si riapre in vista dell’estate e proprio questo è uno dei punti della relazione del presidente di Aniasa, Italo Folonari, alla sua prima assemblea dopo la nomina.

Loading...

I nodi

Sul settore, però, pesano due incognite. La prima è appunto il mancato allineamento alle regole fiscali dei principali mercati europei - in Germania, ad esempio, il noleggio assorbe il 50% delle immatricolazioni -, la seconda è la preoccupazione per il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio. Per Aniasa si tratta di misure troppo rigide, «che rischiano di rallentare gli investimenti e frenare ulteriormente il ricambio del parco auto, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di transizione ecologica».

Il passaggio tra l’altro è stato preceduto dalla mossa del Governo italiano sul fringe benefit, che ha di fatto reso poco conveniente dal punto di vista economico il noleggio di auto a benzina, diesel o ibride. Il beneficio per aziende e utenti di fatto si mantiene soltanto per modelli full electric o Plug-in Hibryd.

A porre i tempi più politici è il presidente Aniasa Italo Folonari: «Il contesto fiscale - chiarisce - continua a penalizzare le aziende clienti del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti. Auspichiamo che nel 2026 si intervenga finalmente sulla fiscalità dell’auto aziendale, l’appuntamento è l’attuazione della Legge Delega per la riforma tributaria che prevede proprio la revisione dei costi parzialmente deducibili per le imprese». In seconda battuta, aggiunge, «auspichiamo che possa essere adottata l’aliquota IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing».

I numeri

Il 2025 è stato un anno record per il noleggio a lungo termine con il 10% di immatricolazioni e una quota del 24% di market share. Crescono i clienti privati, del 4%, e si allungano i tempi dei contratti - più di tre su quattro superano i 36 mesi - con un calo delle alimentazioni diesel e la quota di elettrico e plug-in al 20%, in linea con il mercato. Anche il noleggio a breve termine è cresciuto, dietro al traino del canale aeroportuale, che ha generato il 60% del business ed è cresciuto dell’11%.

La ricerca Aniasa–Bain storicamente realizzata per l’appuntamento annuale di Aniasa, mette al centro anche il tema della sostenibilità economica dell’auto. Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, spinto da inflazione, carenza di semiconduttori e spostamento verso segmenti più alti, mentre il reddito familiare netto è aumentato molto meno (+29%), intaccando la capacità di spesa.

In prospettiva, sul tema della transizione, si va verso una revisione della capacità di penetrazione dell’elettrico sul mercato dell’auto che si assesterà intorno al 30% al 2030. «Abbiamo forzato la domanda su un’offerta offerta dall’alto, serve invece partire dalla domanda e valorizzare il mercato e i consumatori» spiega Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile automotive in Italia. «Serve - aggiunge - ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono davvero, da quanto guadagnano e da che cosa si aspettano dall’esperienza d’acquisto. Solo con un’attenzione radicale all’accessibilità economica e a una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica, l’Europa potrà costruire un sistema di mobilità davvero sostenibile, per ambiente e consumatori».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti