Export, la Cina domina con le auto elettriche. Cosa può frenare l’invasione?
Il Dragone è leader mondiale nella produzione fin dal 2009. Ora conquista il primato nell’export, ma per ora in Europa la quota non supera l’1,5%. Frenano l’avanzata prezzi ancora alti, reputazione dei brand e geopolitica
di Alberto Annicchiarico
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
Sostiene Feng Xingya, presidente del Gruppo Gac, che, sebbene la Cina sia già una potenza nello sviluppo delle auto elettriche, «è importante riconoscere che competere nell’industria automobilistica è più una maratona che uno scatto breve. E richiede impegno e resistenza a lungo termine». Qualità che ai cinesi non mancano.
Il 2023, secondo AlixPartners, sarà l’anno del sorpasso per i brand del Dragone in Cina: conquisteranno oltre il 50% complessivo del mercato domestico proprio grazie al boom dei Nev (New energy vehicles, a batteria e ibridi plug-in). Accade dopo decenni di dominio di big come Volkswagen e Toyota in joint venture con partner locali.
I prezzi competitivi, il lancio in tempi più serrati di nuovi modelli ad alto contenuto tech molto apprezzati dal pubblico cinese e l’ascesa di campioni nazionali come Byd, Geely (con la rampante Zeekr), Gac, Chery, Li Auto, Nio e XPeng (che ha appena avviato una collaborazione con Volkswagen per produrre due nuovi modelli in Cina) hanno cambiato il panorama in una manciata di anni. Il governo di Pechino ha fatto la sua parte con sussidi per 57 miliardi di dollari tra il 2016 e il 2022, contro i 12 degli Stati Uniti.
Balzo prodigioso nelle esportazioni
Dal primo trimestre 2023, con un prodigioso +80%, la Cina ha superato il Giappone come maggiore esportatore di automobili al mondo. A fine anno si stimano 4,4 milioni di vetture spedite all’estero dal Dragone (di cui 1,3 elettriche, raddoppiate), secondo la società di ricerche Canalys. Esito prevedibile visto che dal 2009 i cinesi hanno strappato proprio al Giappone anche la leadership della produzione, raddoppiata nel 2022 da 10,3 a 23,8 milioni di automobili (dati Oica, l’organizzazione internazionale dei produttori).
AlixPartners prevede che le vendite complessive in Cina cresceranno del 3% quest’anno raggiungendo 24,9 milioni di veicoli (Ubs stima 8,8 milioni di auto “alla spina”, +35%), come nel 2019, prima del Covid. Già nel 2027 più della metà dei veicoli immatricolati in Cina saranno elettrici. Le vendite annuali di automobili con marchio cinese nei mercati esteri, sempre secondo AlixPartners, cresceranno fino a 9 milioni di veicoli entro il 2030. Ciò darebbe ai brand cinesi il 30% della quota globale e una quota di mercato del 15% in Europa contro l’attuale 1,5. Transport & Environment, Ong ambientalista che ha spinto per il discusso stop europeo ai motori a combustione interna nel 2035, stima che i costruttori cinesi potrebbero assicurarsi dal 9% al 18% del mercato delle auto elettriche già entro il 2025.



