Analisi

Auto al bivio: l’Europa frena, il mondo accelera

L’Europa allenta il dogma elettrico, ma senza una rotta chiara. Il mondo accelera, Bruxelles corregge e rimanda. Il rischio: restare fermi mentre gli altri guidano

di Alfonso Rizzo

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L’Europa riscrive le regole mentre il resto del mondo corre. Il pacchetto “Automotive Omnibus” presentato a Bruxelles segna una svolta politica prima ancora che industriale: stop al bando totale dei motori termici nel 2035, apertura a biocarburanti ed e-fuel, neutralità tecnologica come nuova parola d’ordine. È la fine di un dogma, ma non ancora l’inizio di una strategia. L’Ue alza bandiera bianca sull’ideologia del “tutto elettrico” e prova a rimettere in carreggiata un’industria in affanno, schiacciata tra costi, burocrazia e concorrenza globale. ACEA applaude, ma avverte: è solo il primo passo. Il diavolo è nei dettagli, e il tempo stringe.

Il paradosso è evidente. Mentre l’Europa corregge la rotta, gli Stati Uniti si spaccano sulle colonnine EV, con 16 Stati in guerra legale contro Washington. La Cina, invece, non discute: accelera. La guida autonoma di Livello 3 entra nella fase commerciale e Pechino si candida a dettare standard, non a inseguirli. Il Giappone macina export, sfrutta lo yen debole e difende la sua industria con pragmatismo chirurgico. In questo campo di battaglia globale, l’Europa sembra ancora combattuta tra protezione e visione, tra flessibilità annunciata e vincoli che restano.

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L’Italia è lo specchio più fragile di questa incertezza. Unrae chiede chiarezza, fiscalità intelligente, tecnologie “ponte”. I numeri sono impietosi: elettrico al 5,2%, infrastrutture indietro, mercato sotto i livelli pre-Covid. Eppure la ricerca Luiss dice che il vero freno non è la tecnologia, ma la percezione. Senza una politica industriale coerente, però, la fiducia non basta.

Il 2030 sarà il vero spartiacque. Se l’Europa userà la flessibilità per investire e innovare, potrà restare in partita. Se si limiterà a rinviare le skinccelte, diventerà un mercato di consumo per tecnologie altrui. Il bivio è davanti: frenare per paura o accelerare con una strategia.

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