Auto assegnate ai dipendenti, la tassazione torna al forfettario
Il correttivo della riforma fiscale ripristina il vecchio criterio dal 1° gennaio 2026
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I punti chiave
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Lo schema di decreto legislativo correttivo della riforma fiscale approvato in prima lettura dal Governo il 10 giugno porta un significativo sollievo alle imprese con auto aziendali assegnate ai lavoratori come fringe benefit. In particolare, per determinare l’imponibile tassabile in capo al dipendente in caso di veicolo concesso in uso promiscuo, cioè sia per finalità lavorative, sia per esigenze private, si torna al criterio forfettario anche per i casi che avevano creato non poche difficoltà operative per la necessità di applicare il valore normale.
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In cosa consiste la modifica
La nuova formulazione dell’articolo 51, comma 4, lettera a), del Tuir prevede infatti che, per autoveicoli, motocicli e ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assuma il 50% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri, calcolato sul costo chilometrico Aci, al netto delle somme trattenute al dipendente, incluse quelle relative ad accessori e allestimenti. Restano fermi anche i coefficienti del 20% e 10%, in luogo del 50%, rispettivamente per veicoli ibridi plug-in ed esclusivamente elettrici.
Pertanto, vengono meno sia il riferimento alla «nuova immatricolazione», sia quello ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2025. Per applicare la disciplina, che sarà in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2026, è sufficiente che il mezzo sia concesso in uso promiscuo e, dunque, consegnato materialmente al dipendente beneficiario, a partire da questa data.
Emissioni
Resta salva l’applicazione della normativa precedentemente in vigore basata sui coefficienti collegati alle emissioni di CO2 (dal 25% al 60%), per i veicoli concessi in uso promiscuo dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024, nonché per quelli ordinati dai datori di lavoro entro il 31 dicembre 2024 e concessi in uso promiscuo nel primo semestre 2025, in virtù della disciplina transitoria (articolo 1, comma 48-bis, della legge 207/2024).
Veicoli ordinati entro il 2024 e 2025
Non solo, ma lo schema di decreto legislativo estende a tutto il 2025 il periodo per poter concedere i veicoli ordinati entro il 2024, e in aggiunta, permette al datore di lavoro di continuare ad applicare queste regole anche in caso di riassegnazione del veicolo a un altro dipendente.







