Auto 2035, tra stop al 100% elettrico e apertura alle plug-in. Cosa cambierà
Addio allo stop alle auto a combustione interna dal 2035
2' di lettura
2' di lettura
La notizia ufficiale si avvicina: le auto termiche non saranno vietate in Europa dal 2035. Manca la conferma ufficiale ma la notizia è arrivata da Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo, che ha svelato alla Bild il risultato dell’incontro con il Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Stop auto termiche 2035, perché
Come mai le auto a combustione interna continueranno ad essere vendute anche dopo il 2035? Perché l’Unione Europea ha capito che era una transizione non raggiungibile osservando la reazione del mercato. Come sottolineato da Pier Luigi del Viscovo, “La causa è una sola: i consumatori. Non hanno accettato di passare da un’auto pressocché perfetta a una che si deve fermare ore a ricaricare. Sta tutto lì. È sempre stato tutto lì. Sotto gli occhi di tutti e infatti tutti lo vedevano. Solo, fingevano di “non” vedere. Fingevano perché non avevano il coraggio di ammettere che la soluzione ecologica di eliminare il male assoluto non stava in piedi, che la gente poteva anche desiderare una vita senza auto, ma poi non l’avrebbe mai praticata. Nessuno voleva trovarsi col cerino in mano ad essere colui che sconfessava il credo dell’ecologia a ogni costo. Di conseguenza, tutti soffrivano in silenzio, continuando a giurare fedeltà alla decarbonizzazione sapendo che si stavano suicidando. Ma il coraggio, faceva dire Manzoni a don Abbondio, se uno non ce l’ha non può darselo”.
Auto ibride plug-in
Dalle prime indiscrezioni sembra che l’apertura sia solo per le auto ibride plug-in. Ma dopo questa prima apertura tutto potrebbe cambiare. Ora che succede? “Poco o nulla a livello industriale e di mercato. Anche qui, tutti sanno che l’industria sta facendo le sue politiche di produzione e vendita in base alle multe di quest’anno e non per il divieto del 2035, anche perché nessuno dei manager sarà al suo posto tra dieci anni. Se non tolgono le multe, e non pare che sia alle viste, le fabbriche continueranno a sfornare poche auto elettriche, visto che non si vendono, e auto termiche in quantità insufficienti a tenere occupati gli operai. Con le fabbriche chiuse la palla passa alla politica, che deve scegliere tra rimettere in moto l’industria e continuare a invocare il salvataggio del pianeta attraverso politiche tanto autolesioniste quanto ininfluenti sul clima” ricorda del Viscovo.
Il tutto a fronte di investimenti miliardari per tutti i principali marchi europei, che non hanno trovato riscontro nelle vendite di auto elettriche, mentre forse i costruttori speravano che l’obbligo a cambiare stimolasse la domanda.








