Aumento di 200 euro per i 34mila orafi, argentieri e lavoratori della gioielleria
Confindustria Federorafi e i sindacati hanno siglato l’accordo che rinnova il contratto di lavoro scaduto a fine 2024: migliorato il salario di oltre il 10%, incrementato il welfare e migliorate le condizioni di lavoro
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I 34mila lavoratori orafi, argentieri e della gioielleria avranno un aumento medio sui minimi retributivi di 200 euro, un welfare più generoso, maggiori tutele soprattutto contrattuali e sulla salute e sicurezza. Solo per citare una delle novità, nelle unità produttive oltre i 200 addetti è stato inserito l’obbligo dei break formativi in materia di salute e sicurezza e in tutte le aziende è stata prevista la segnalazione dei quasi infortuni. Sono questi alcuni dei temi che hanno condiviso Confindustria-Federorafi e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm) nell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Orafi-Argentieri, raggiunta a Milano.
Per la Presidente di Federorafi, Maria Cristina Squarcialupi, si tratta di «un accordo equilibrato e, soprattutto, in grado di garantire, nell’ambito aziendale, stabilità e tranquillità agli imprenditori e ai loro collaboratori al fine di affrontare un momento estremamente delicato perchè il comparto del prezioso, oltre alle congiunture che stanno colpendo da mesi il manifatturiero in generale, aggiunge come elemento di instabilità i continui record e l’elevata volatilità delle quotazioni dei metalli preziosi, tra cui oro e argento in testa». Le più recenti elaborazioni del Centro Studi Confindustria Federorafi, sui dati ufficiali Istat, agggiunge Squarcialupi, «registrano già per i primi 10 mesi del 2025 una contrazione importante e pari al -17,3% delle esportazioni, che rappresentano quasi il 90% del fatturato e quest’anno non abbiamo segnali di un’inversione della tendenza».
Mirco Rota, in una nota Fiom, calcola che «l’intesa prevede un aumento della retribuzione mensile pari al 10,51% rispetto ad un indice Ipca-Nei, che nel periodo di vigenza contrattuale (2025-2028) è previsto in aumento del 7,2%. Sui minimi questo si traduce in un aumento di 200 euro al quinto livello, pari a 58,26 euro in aggiunta alla programmazione Ipca-Nei dei prossimi tre anni». Il segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano e il segretario nazionale Massimiliano Nobis spiegano che il rinnovo «è il risultato di una trattativa complessa, condotta in un contesto economico fortemente condizionato dall’aumento del costo dell’oro. L’accordo consente di rinnovare un contratto strategico per un comparto manifatturiero ad alta vocazione all’export».
Il contratto era scaduto a fine 2024 sia per la parte normativa che economica e il rinnovo recupera anche il potere di acquisto perso dai lavoratori per effetto della fiammata inflattiva non prevedibile al momento della firma del precedente rinnovo, avvenuta nel 2021 con un aumento di 99 euro.
Tra i miglioramenti retributivi si segnala anche la maggiorazione del 10%, a partire dal primo giugno 2026, sul lavoro notturno e l’aumento del welfare da 200 a 220 euro dal primo giugno del 2028, oltre al supplemento festivo di 50%.








