Auguri fuori misura: prepararsi a festeggiare alla grande
Maxi festeggiamenti implicano maxi formati: dalle monumentali melchizedec alle primat fino alle più maneggevoli magnum. Qui una selezione di bianchi, rossi e bollicine tra novità assolute, edizioni couture e versioni personalizzate.
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Evocano celebrazioni, brindisi infiniti, tavolate sontuose, sorrisi e anche vittorie, e portano un messaggio di abbondanza e condivisione che s’accorda alle festività. Pare fu un inglese, Henry Ricketts, proprietario di una vetreria a Bristol, a brevettare nel 1821 la prima grande bottiglia. Ma l’affermazione dei formati extrasize – dei quali la magnum è solo il primo gradino, per salire fino alla monumentale melchizedec da 30 litri – si ha in Champagne intorno al 1880, quando diventano inseparabili compagni del prezioso vino francese. Anche se imponenti e scenografici, non vengono scelti solo per questioni estetiche: la magnum, perfetta per gli inviti delle feste, cela una virtù tecnica. Se la misura è doppia, il collo della bottiglia ha però le stesse dimensioni di una standard, e all’interno di quegli opulenti contenitori, il contatto del vino con l’ossigeno, responsabile di ossidazione e invecchiamento precoce, diminuisce sensibilmente, data la maggior quantità di liquido. Così l’evoluzione procede lenta e regolare, con calma e finezza, come se il tempo si dilatasse. Nei grandi vini sparkling, la differenza è ancora più evidente: il perlage diventa più fine e si mantiene vivace nel tempo, la texture più cremosa, il sorso più profondo. La produzione solitamente limitata fa il resto, rendendo le magnum dei veri oggetti del desiderio da donare oppure da stappare in compagnia. Con la promessa di regalarsi tempo sufficiente e spazio di conversazione, dai bianchi più armonici alle bollicine del brindisi, passando per i rossi rotondi, compagni dei piatti delle feste.
Bianchi: vette montane, salmastro e riflessi di luce invernali
Tra le sorprese del Natale in bianco, il Trebbiano di Lugana Sansonina in Laguna è un racconto di mare e di imprenditoria femminile. Nato da un’idea di Carla Prospero e Nadia Zenato, affina per sedici mesi nelle acque della laguna veneziana. Lì, nel buio salmastro, si plasma un vino luminoso, profumato di frutta matura ed erbe aromatiche, con una scia minerale fatta apposta per i crudi della vigilia o per accompagnare un filetto di branzino al forno. Solo cento magnum, custodite in un cofanetto di rovere con ceralacca artigianale: un regalo che unisce eleganza e narrazione.
Da Venezia al Collio, il tono si fa più ascetico con la Ribolla Gialla 2017 di Joško Gravner, disponibile in 1.200 esemplari. È una Ribolla meditativa, dorata, profonda, che sa di scorza d’arancia e tè nero, capace di sostenere un cappone lesso o formaggi stagionati.
Il Troy Chardonnay Riserva 2021 di Cantina Tramin nasce intorno ai 500 metri di quota, su pendii così ripidi da sembrare impossibili. Freschezza, profondità, un sorso netto e avvolgente e una vena minerale salina lo rendono perfetto per piatti invernali ed eleganti come il tacchino agli agrumi o un risotto ai funghi.
























