La kermesse di FdI

Meloni capolista in tutte le circoscrizioni. «Questa Italia che cambia oggi può cambiare l’Europa»

L’annuncio della discesa in campo. A Pescara per l’evento sono arrivati oltre 2.200 delegati da tutta Italia. Anche Carlo Calenda (Azione) rompe gli indugi: anche lui sarà candidato in tutte le circoscrizioni

di Nicola Barone

Europee, Meloni si candida: l'annuncio

6' di lettura

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«Noi vogliamo che l’Italia sia centrale per cambiare quello che non funziona in Europa, questa Italia che cambia oggi può cambiare l’Europa». Sono le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal palco della conferenza programmatica di FdI a Pescara. L’attesa degli ultimi giorni è sciolta. Con la decisione, finalmente comunicata alla platea dei militanti, «di scendere in campo per guidare le liste di Fratelli d’italia in tutte le circoscrizioni elettorali», non senza un battuta di spirito («se sopravvivo»). Per la premier «l’Italia è tornata protagonista in Occidente, in Europa, nel Mediterraneo dopo gli anni del servilismo di certa sinistra, dopo gli anni del cerchiobottismo dei Cinque Stelle. È tornata l’Italia che rispetta i suoi impegni internazionali, che viene guardata con rispetto perché ha il coraggio di prendere decisioni giuste anche quando quelle decisioni possono essere impopolari. Come quella di sostenere il popolo ucraino che combatte per la propria libertà contro l’imperialismo neo sovietico di Vladimir Putin».

«È arrivato il momento di alzare posta»

«Difenderemo anche in Ue le nostre eccellenze, i nostri confini, la nostra identità. Anche stavolta ci diranno che siamo dei pazzi che è una sfida impossibile da vincere». La sfida è lanciata. «Ci hanno dato tante volte per sconfitti, ci hanno detto che eravamo destinati scomparire. Lasciateglielo dire. Mentre si crogioleranno in questa loro rassicurante speranza noi continueremo a lavorare come sempre fatto e chissà se anche stavolta riusciremo a smentire i pronostici. È arrivato il momento di alzare la posta, cambiamo anche l’Europa».

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«Sono fiera di essere una persona del popolo»

«Chiedo agli italiani di scrivere il mio nome, ma il mio nome di battesimo» alle Europee. «Sono fiera che la maggior parte dei cittadini che si rivolge a me mi chiami Giorgia. Io sono stata derisa per anni per le mie radici popolari, mi hanno chiamata pesciarola, borgatara, perché loro sono colti. Ma io sono fiera di essere una persona del popolo». Lo ha detto la premier e leader di FdI Giorgia Meloni. «Se volete dirmi che ancora credete in me scrivete sulla scheda Giorgia, perché io sono e sarò sempre una di voi. Il potere non mi cambierà, il Palazzo non mi isolerà. Io ho bisogno di sapere ancora una volta che ne vale la pena».

«Nel 2014 mancammo quorum, ora primo partito»

«Mancano poche settimane alla nuova sfida che ci aspetta» delle Europee. Nel 2014 «mancammo di pochissimo il quorum del 4% e fu una grande delusione, che non ci ha tolto determinazione, cinque anni di battaglie dopo» capimmo «che potevamo diventare protagonisti», ora «siamo primo partito d’Italia». Ma, avverte Meloni, il risultato che abbiamo ottenuto come FdI «non è dato acquisito, dobbiamo continuare a meritarcelo» e «fa tremare i polsi». «Noi non tradiremo gli italiani che non hanno creduto» alle «balle spaziali» che «hanno propagandato dentro e fuori i confini nazionali». L’obiettivo davanti al partito è adesso «creare una maggioranza che metta insieme le forze di centrodestra e mandare all’opposizione la sinistra anche in Ue è una impresa difficile ma possibile e dobbiamo tentare». È possibile «portare anche in Europa il modello italiano, sarebbe una rivoluzione in cui il partito dei conservatori è strategico e fondamentale».

«Noi oscurantisti per stesse cose che ora dice Draghi»

«Chi oggi plaude a Enrico Letta e a Mario Draghi bollava le nostre critiche come oscurantismo o negazionismo: la verità è che abbiamo sempre avuto ragione noi, non era negazionismo o oscurantismo, era banale realismo», arringa Meloni dal palco di Pescara. «Anche gli osservatori più severi sono costretti a prendere atto della solidità della nostra economia, della serietà con la quale il governo sta gestendo i conti pubblici. Dall’insediamento del nostro governo a oggi lo spread che tanto piaceva a molti osservatori, a molti commentatori è sceso di oltre 100 punti base da 236 punti a 131 di ieri tanto perché doveva schizzare a 600 punti nei sogni diciamo così interessati e un po’ antinazionali dei nostri detrattori».

«Idiozia suicida spingere solo sulle auto elettriche»

Per Meloni è una «idiozia suicida» spingere le auto elettriche senza considerare che «l’elettrico è prodotto» in Paesi che «non rispettano neanche lontanamente i vincoli ambientali delle nostre aziende». La battaglia continuerà nel futuro. «Ci siamo battuti e intendiamo continuare a farlo contro le follie ideologiche come quella di non produrre più auto a diesel e benzina nel 2023 nessuno nega che l’elettrico sia una parte della soluzione per la decarbonizzazione dei trasporti, io nego che possa essere l’unica perché sostenere il contrario è semplicemente un’idiozia».

«Italia più avanti sul Pnrr, ci chiedono consiglio»

Quanto al Pnrr, «siamo la nazione più avanti in Ue per rate e progetti». La rivendicazione della premier parte dalla constatazione che «noi siamo l’Italia a cui altri Governi chiedono aiuto per capire come si spendono meglio i fondi Ue. Un’altra scommessa vinta da noi e persa dai gufi».

«Case green, abbiamo due anni per cambiarla»

«Ci siamo battuti contro la direttiva sulle case green, una direttiva pensata malissimo, senza tenere conto di alcuna specificità come se efficientare una casa di legno nella tundra finlandese fosse la stessa cosa di efficientare una casa in pietra in un borgo della Sicilia». Secondo la premier «Solamente dei burocrati chiusi in un palazzo di vetro possono immaginare una cosa del genere. Siamo riusciti a ottenere risultati molto importanti, come l’eliminazione dell’obbligo di avanzamento di una classe energetica da raggiungere in pochi anni, una mazzata che sarebbe costata mediamente tra i 40 e i 70mila euro ad abitazione. Per il momento lo abbiamo evitato, ora ogni governo avrà due anni di tempo per predisporre un piano nazionale per la riduzione delle emissioni inquinanti degli edifici. E sono due anni che noi intendiamo utilizzare per provare a cambiare una normativa che rimane ancora molto, troppo sbilanciata e che per essere ragionevole deve a monte rispondere a una banale domanda: chi paga? Perché è la domanda alla quale non ha risposto nessuno finora e non hanno risposto perché purtroppo la risposta era: i cittadini».

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Calenda (Azione) rompe gli indugi: anche lui sarà candidato in tutte le circoscrizioni

A stretto giro, la scelta della premier Meloni induce il leader di Azione, Carlo Calenda, a rompere gli indugi e a candidarsi anche lui come capolista in tutte le circoscrizioni. “Nei mesi scorsi ho più volte sollecitato pubblicamente tutti i leader politici a firmare un accordo per non candidarsi alle europee. Schlein e Tajani hanno già scelto la strada della candidatura diretta. Ma la discesa in campo della Presidente del Consiglio e la sua piattaforma antieuropea e sovranista, cambiano completamente lo scenario. Dobbiamo opporci con tutti i mezzi al progetto di «una piccola Italia in una piccola Europa» di Giorgia Meloni”, scrive Calenda in una nota. “È necessario rispondere a questa sfida antieuropea mettendosi direttamente in gioco. Dopo aver consultato il direttivo del partito, io ed Elena Bonetti abbiamo deciso di accettare la sfida e candidarci insieme in tutte le circoscrizioni per dare ancora più forza alla squadra di straordinaria qualità che abbiamo messo in campo da settimane, con un programma netto e chiaro e l’obbligo per tutti i candidati di aderire al gruppo Renew. Siamo europei e lo dimostreremo l’8 e il 9 giugno”, conclude.

Salvini si collega per strada alla kermesse con la figlia

Un videocollegamento camminando per strada, e con la figlia. Così il leader della Lega Matteo Salvini interviene alla conferenza programmatica di FdI, invitato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con gli altri leader del centrodestra, tutti in presenza. «Non sono in presenza ma è come se ci fossi - esordisce il vicepremier - mi sono messo giù l’agenda fino al 9 giugno ma era l’ultima domenica che potevo dedicare a mia figlia che si è fatta 4 giorni di febbre e a mio figlio che ha una partita oggi». Salvini ringrazia la premier. «Per me è un onore accompagnare da vicepremier», prosegue quindi Salvini, ricordando che «oggi è il giorno» di Meloni, «e vi dico che non molleremo mai, e per me andremo avanti non solo cinque anni, ma dieci. Viva l’Italia e questo centrodestra che nessuno metterà mai in discussione».

Arianna Meloni: non mi candido, neanche a suppletive

«No, non mi candido. E lo dico adesso: non mi candiderò neanche a eventuali suppletive a Roma o nel Lazio». Lo annuncia Arianna Meloni, responsabile del tesseramento e della segreteria politica di Fratelli d’Italia, in un colloquio col Messaggero. «La politica si può fare su diversi piani. E poi io sono fatta così, una timida». La sorella della premier, a Pescara per la conferenza programmatica di FdI, parla anche del suo ruolo nel partito: «Mi piace ascoltare, parlare con tutti, quando serve sì, anche fare da paciere». Dentro FdI, spiega Meloni, «cerco di mettere ordine, far rispettare a tutti le regole, altrimenti il partito non lo fai, diventa una casbah».

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