«Attenzione ai quartieri senza anima, la gentrificazione è un rischio»
Fabrizio Capaccioli. Il presidente dell’associazione Green building council Italia: serve un decreto che sani ciò che è stato fatto a Milano ma poi dobbiamo darci delle regole che siano più rispettose e sostenibili
di Sara Monaci
3' di lettura
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«La città deve diventare policentrica, ma attenzione alla gentrificazione che realizza quartier vuoti, privi di servizi e vita sociale». Per Fabrizio Capaccioli, presidente dell’associazione Green building council Italia, guarda allo sviluppo italiano e milanese dal suo osservatorio privilegiato, quello della principale organizzazione internazionale a favore dell’edilizia sostenibile. E con pragmatismo mette in guardia contro un rischio: che le operazioni immobiliari nate sulla carta non tengano conto delle reali esigenze e dei reali problemi delle persone. A partire da quelli economici.
Cosa ne pensa del Pgt in fase di realizzazione a Milano, peraltro da rivedere alla luce delle inchieste per abuso edilizio e in vista di un possibile “salva Milano”?
Il valore principale di questo Pgt è sforzarsi di far rispettare limiti di edificabilità ma al tempo stesso realizzare un Piano quartieri. Credo sicuramente che la linea direttrice debba essere l’idea di una città policentrica, dove tutti possano vivere, con uno sviluppo periferico che guardi ad una nuova edilizia sostenibile. Ma attenzione alle modalità di questa operazione. I quartieri devono essere accessibili, realizzati con decoro e servizi, con piazze e verdi, scuole e servizi. Dobbiamo dire no ad una gentrificazione che costruisce senza pensare alle comunità. Invece è stato spesso fatto così, in molte città vediamo quartiere nuovi, magari belli, ma senza anima, senza un equilibrio.
Come si fa a creare quartieri veri?
Guardando appunto alle esigenze della gente vera: scuole, parchi, luoghi di incontro, banalmente dei cimiteri e degli uffici comunali.
Questo ci porta a fare una riflessione sullo sviluppo milanese degli ultimi anni. Il Comune di Milano difende la sua politica di rapidità e sburocratizzazione, mentre la procura è andata all’attacco con inchieste che accusano funzionari e professionisti di lottizzazione abusiva. Lei a chi dà ragione?
Dovremmo fare dei distinguo caso per caso, tuttavia credo che l’osservazione che muove la procura sia corretta, c’è stata un’esasperazione delle costruzioni, si sono trasformati capannoni in edifici che ospitano centinaia di persone senza chiedersi come rivedere e arricchire il quartiere. Certo così è più facile per i costruttori, ma l’equilibrio sociale viene meno. Alcune costruzioni sono state realizzate in modo inappropriato, senza valutazione dell’area in cui si trovavano. Invece va fatto un lavoro d’insieme, più sostenibile.
Ma come se ne esce? Ormai ci sono decine di inchieste su costruzioni già avviate. E funzionari comunali indagati.
La soluzione la vedo inevitabilmente come un compromesso: ci vuole un decreto che sani ciò che è stato fatto, con pragmatismo, ma poi dobbiamo darci delle regole più rispettose e sostenibili. Magari alleggerendo la burocrazia, ma in generale l’uso rapido di una Scia per costruire grandi edifici al posto di capannoni non è uno strumento adeguato.



