Alla Camera

Atenei, addio vicino per il patentino sui concorsi: arriva l’autocertificazione

Da oggi in aula a Montecitorio il Ddl che riforma il reclutamento, la prossima settimana il via libera finale e poi il testo sarà legge

di Eu.B.

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Da oltre 15 anni gli aspiranti professori universitari devono prima ottenere un “patentino” valido in tutta Italia, la cosiddetta abilitazione scientifica nazionale prevista dalla legge 240 del 2010, e poi possono accedere ai concorsi banditi localmente dagli atenei per i posti di ordinario o associato. In realtà, il sistema ha prodotto più di una strozzatura, come confermano gli ultimi numeri in possesso del Mur in base ai quali nelle sei finestre di Asn bandite dal primo ciclo (risalente al 2012) a oggi si sono abilitati oltre 71mila prof, ma in meno di 40mila hanno ottenuto una cattedra. Nonostante la durata dell’abilitazione sia stata resa nel frattempo dodicennale sono oltre 31mila, infatti, gli studiosi giovani e meno giovani che non hanno ricevuto alcuna chiamata (pari al 41,3% del totale) per un ruolo di prima o seconda fascia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La riforma in arrivo

È da questi numeri che è partita la ministra Anna Maria Bernini nell’immaginare una riforma dei concorsi universitari che sostituisse l’Asn con un’autocertificazione del possesso dei requisiti minimi decisi centralmente, su proposta dell’Anvur e sentito il Cun, che tenga conto dell’attività di didattica e ricerca svolta in Italia e all’estero, dell’aggiudicazione di bandi competitivi nazionali, europei e internazionali e del raggiungimento degli indicatori minimi di quantità, continuità e distribuzione temporale dei prodotti della ricerca. A prevederlo è il suo disegno di legge che è stato approvato in prima lettura al Senato il 9 dicembre scorso e che - nonostante le proteste di una parte del mondo accademico - è ora in vista del traguardo finale anche a Montecitorio. Dopo l’ok in commissione Istruzione giunto mercoledì sera da oggi il testo sarà all’esame dell’aula e la prossima settimana dovrebbe essere approvato - senza modifiche anche in assemblea. Diventando così legge.

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Requisiti minimi autocertificati

Il provvedimento, organizzato in quattro articoli, stabilisce che i requisiti autocertificati siano vagliati da commissioni formate da quattro commissari esterni estratti da una lista di 40 aspiranti commissari per ciascun gruppo scientifico disciplinare, che sarà redatta dal ministero in base a richieste corredate da curriculum consultabili online, più un quinto individuato dall’ateneo tra gli interni tra quelli stabilmente impegnati «all’estero in attività di ricerca o di insegnamento con una posizione accademica almeno equipollente» a quella ricercata. Le commissioni scenderanno a tre membri, di cui due esterni e uno interno, per i gruppi scientifico disciplinari più piccoli (dove le liste di partenza avranno meno di 40 nomi). I requisiti minimi verranno aggiornati una prima volta dopo due anni e poi ogni cinque.

Gli altri cambiamenti

Sarà invece triennale la cadenza con la quale tutti i docenti in cattedra verranno giudicati in base a nuove linee guida sulla valutazione affidate all’Agenzia Anvur, con conseguenti benefici premiali in termini di contributi per l’università che li ha reclutati.

Una volta che il testo diventerà legge salirà dal 20 al 25% la quota delle chiamate di professori e ricercatori da riservare ai candidati provenienti dall’esterno nell’ambito della programmazione triennale dei singoli atenei.

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