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Aston Martin DB12 S, tutto quello che c’è da sapere dell’ammiraglia della gamma

Il brand britannico allarga ancora la famiglia delle sue versioni super-performanti con la nuova interpretazione con 700 cavalli del modello che, forse più di tutti, è il più legato al suo Dna

di Massimo Mambretti

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Diciamo subito che la denominazione di questa Aston Martin così come quello della “sorellina” meno potente trae in inganno, perché dentro al cofano della DB12 S non c’è un grosso V12 ma l’ennesima rivisitazione del V8 biturbo di 4 litri non elettrificato che ormai dilaga in tutta la gamma. Un’unità che il tuning Aston Martin modella su misura per ogni modelli che lo adottano e che, adesso, arriva sulla DB12 con una potenza di 700 cavalli che assieme a tante soluzioni destinate a incrementare la guidabilità e il dinamismo fa entrare la nuova nata a pieno titolo nella famiglia high-performance S.

 

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Aston Martin DB12 S, le foto della nuova super GT inglese

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Aston Martin DB12 S, entra in una leggendaria stirpe

 

La nuova versione della DB12 che sarà commercializzata a partire dalla primavera del 2026 sia in versione Coupé sia decapottabile Volante è l’ultima nata di una stirpe apparsa nei primi anni Cinquanta con la DB3S concepita inizialmente per le corse ma poi omologata anche per l’uso stradale alla quale, soprattutto, dal 2011 si sono aggiunte tante altre Aston Martin S. Il fil rouge che le lega è costituito, in particolare, dalla potenza superiore a quelle delle altre versioni delle loro gamme, dalla ridefinizione dell’assetto e dell’impianto frenante, dalla riduzione del peso, dalla rivisitazione della linea e della presentazione dell’abitacolo. Il tutto è completato dalla ricalibratura dell’elettronica e dall’affinamento dell’aerodinamica.

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Aston Martin DB12 S, la radiografia della nuova super tourer

 

L’ammiraglia della gamma DB12 che l’Aston Martin definisce super tourer è equipaggiata con una variante del V8biturbo di origine Mercedes-Amg. Eroga 700 cavalli, ovvero 20 cavalli in più rispetto a quelli che propone l’unità della DB12 normale, assieme a una coppia di 800 Nm costantemente disponibile fra 3.000 e 6.000 giri, è abbinato a un cambio automatico a otto marce con specifici punti d’innesto di ogni rapporto sistemato posteriormente data l’architettura meccanica transaxle che spinge la vettura sino a 325 all’ora e a 100 orari nell’ordine dei 3”5, grazie anche all’ottimizzazione del sistema Launch Control. Le possibilità di espressione della nuova unità sono accompagnate da uno specifico sound, grazie all’adozione di un impianto di scarico che accentua la rombosità del motore a ogni regime e che può essere ancora più intensa ricorrendo all’impianto in titanio, che contribuisce anche a ridurre il peso standard di questa DB12 di quasi 12 kg. Il temperamento della nuova componente della gamma S è supportato da modifiche destinate ad incrementare il dinamismo, l’agilità, la stabilità e il feeling di guida grazie alla ricalibratura del software di gestione degli ammortizzatori, al nuovo set-up dell’assetto e all’irrigidimento della barra stabilizzatrice posteriore. A queste novità si aggiungono nuove tarature dello sterzo e del differenziale elettronico, nonché dischi freni carbo-ceramici di grande diametro che non solo riducono le distanze d’arresto ma fanno risparmiare 27 kg di massa non sospesa rispetto a quelli in acciaio. Inoltre, il sistema di controllo della frenata in curva di nuova generazione ottimizza, in particolare, il mantenimento della stabilità durante la frenata all’ingresso della curva sfruttando maggiormente le prestazioni dei dischi posteriori per detreminare una traiettoria più precisa dall’inizio all’apice della curva stessa.

 

Aston Martin DB12 S, look che non passa inosservato, interno distintivo

 

A livello visivo, la DB12 S trasmette la sua personalità per la rivisitazione del frontale che integra un doppio splitter che genera deportanza e migliora i flussi d’aria attorno all’avantreno e feritoie sul cofano che, in sol colpo, migliorano la “respirazione” e il raffreddamento del V8 biturbo e svolgono un ruolo estetico. Nelle fiancate spiccano minigonne che continuano il profilo formato dal doppio splitter accentuando la presenza dell’assetto ribassato nonché i tradizionali loghi S in metallo realizzati a mano, mentre la coda è personalizzato da uno spoiler fisso che si integra armoniosamente nella silhouette della vettura e che assieme a un nuovo diffusore completa la definizione aerodinamica. Il Dna della serie S è rimarcato dalla coppia di terminali di scarico sovrapposti integrati nello scudo paraurti di nuovo disegno. L’abitacolo è personalizzato da alcuni dettagli come il rotore delle modalità di guida in metallo con finitura anodizzata di colore rosso. Tonalità ripresa anche in alcuni allestimenti interni anche per le cinture di sicurezza, la profilatura dei sedili che si possono scegliere anche in fibra di carbonio e le cuciture della tappezzeria per la quale si possono scegliere vari tipi di tappezzeria in pelle, anche abbinati all’Alcantara, e con finitura superficiale a spina di pesce.

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