Bilancio 2024

Aste Boetto mantiene alto l’aggiudicato con l’antiquariato

L’anno ha quasi sfiorato il record del 2023, in crescita gioielli ed orologi. I tempi di autorizzazione per la circolazione internazionale sono peggiorati

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

«Ottobre 1998», 1998 di Salvo, top lot di Aste Boetto Srl

2' di lettura

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Con 12.300.000 euro di aggiudicato in 12 aste «il 2024 è stato un ottimo anno per le aste Boetto Srl, infatti malgrado tutte le problematiche del momento, dalle guerre alle varie crisi economiche, il risultato totale delle vendite è stato praticamente identico a quello dell’anno precedente (-1,6%) che era stato un risultato record» così spiega Paolo Capozzi, consigliere di amministrazione delle Aste Boetto Srl, come si chiude l’anno appena trascorso.

Paolo Capozzi, consigliere di amministrazione delle Aste Boetto Srl

L’antiauqriato è stato il settore a più alto aggiudicato con 5.125.000 euro, quali sono gli altri settori in crescita?
Tra i settori in crescita dobbiamo annoverare senza dubbio quello del dipartimento gioielli ed orologi, ormai da qualche anno in continuo miglioramento, soprattutto grazie ai mercati internazionali.

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Quali gli artisti più ricercati?
Tra gli artisti tiene sempre il pittore Salvo che continua a registrare grande interesse sia in Italia che sui mercati esteri.

Cosa si attende per l’anno appena iniziato?
Ancora è presto per fare previsioni per il prossimo anno anche se abbiamo già avuto affidamenti di opere importanti, soprattutto di arte contemporanea.

La Francia e la Germania hanno legiferato e introdotto l’Iva ridotta rispettivamente al 5,5% e al 7% sugli scambi sull’arte dal 1° gennaio. L’Italia non ha ancora deciso cosa fare, il 2025 si apre quindi con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta. Che implicazioni avrà per la vostra offerta di lotti l’Iva italiana sugli scambi al 22%? Che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti, sia venditori che acquirenti?
Come sempre l’Italia è il paese più difficile dove lavorare e sicuramente il fatto che gli altri paesi principali della Comunità europea abbiano abbassato le percentuali dell’Iva sugli scambi di opere d’arte ci penalizzerà ulteriormente.

In merito alla circolazione internazionale, le cose sono migliorate o peggiorate?
Per quanto poi riguarda la circolazione internazionale delle opere d’arte le cose non sono assolutamente migliorate, anzi soprattutto per quanto ci riguarda le cose sono molto peggiorate. I tempi per avere risposte dalle varie Soprintendenze sono sempre molto lunghi e privi di certezze e la mancanza di personale ha fatto sì che, ad esempio, a Genova non ci sia più la possibilità di presentare richieste di esportazione per le opere di valore superiore ai 13.500 euro, obbligandoci a presentare gli oggetti in altre regioni con aggravi di costi e rischi per le opere d’arte.

Dal 28 giugno 2025 sarà introdotto in Italia il Regolamento (UE) 2019/880 sull’introduzione e l’importazione di beni culturali che prevede che l’importatore dovrà attestare che i beni (diverse categorie elencate) siano stati legalmente esportati da paesi terzi, come vi state attrezzando?
Per quanto riguarda poi le nuove normative che entreranno in vigore da giugno non possiamo ancora sapere cosa comporteranno, ma di sicuro, come sempre, renderanno le cose più complicate e piene di burocrazia.

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